Era l’ottobre del 2016 quando fece il giro del mondo una notizia sconvolgente. Kim Kardashian, a Parigi per la Fashion Week, fu vittima di una rapina a mano armata all’interno della sua suite all’Hotel de Pourtalès, dove l’imprenditrice fu legata e rinchiusa nel bagno da un gruppo di ladri che, secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Journal du Dimanche, le sottrassero due braccialetti Cartier con diamanti, una collana Jacob in oro e diamanti, orecchini Lorraine Schwartz, un Rolex d’oro e altri gioielli, per un valore complessivo pari a circa 10 milioni di dollari.
Dopo quasi nove anni, lo scorso 28 aprile 2025 è finalmente iniziato il processo contro dieci imputati, accusati di rapina a mano armata. A causa dell’età avanzata di molti di loro, nati per lo più negli anni ’50, i media francesi li hanno soprannominati i “nonni rapinatori”.
Secondo fonti vicine all’imprenditrice, Kim sarebbe pronta a testimoniare di persona oggi, 13 maggio 2025, come confermato a People: «Kim è un po’ nervosa, ma ha sempre detto di voler testimoniare direttamente», hanno rivelato, aggiungendo: «È una sua decisione. Durante la rapina ha temuto per la propria vita e ora vuole che i responsabili siano condannati». A confermare la sua presenza a Parigi è stata anche l’ultima Instagram story pubblicata da Kim Kardashian, che mostra una vista aerea della capitale francese con l’emoji della bandiera.
Tra le ultime testimonianze raccolte in aula, ieri, lunedì 12 maggio 2025, è intervenuto Abderrahmane Ouatiki, l’addetto alla reception notturno dell’hotel dove avvenne il fatto. Davanti ai giudici, come riportato anche dalla BBC, ha raccontato di essere stato costretto dai rapinatori a salire nella suite di Kardashian per tradurre le loro richieste e ha descritto la scena come altamente drammatica, affermando che Kim era «completamente in preda al panico» e «in uno stato di terrore totale», mentre un uomo armato e visibilmente agitato le puntava una pistola. «Era molto aggressivo, e lei assolutamente terrorizzata», ha dichiarato Ouatiki, aggiungendo di aver temuto per la propria vita.
Secondo quanto ricostruito, tre persone si trovavano alla reception dell’hotel mentre due uomini hanno obbligato Ouatiki ad accompagnarli nella suite di Kim. Lì le hanno rubato i gioielli che, ad oggi, non sono mai stati ritrovati; le autorità ritengono infatti che siano stati smontati e rivenduti. Gli arresti sono avvenuti tre mesi dopo, coinvolgendo anche presunti complici. Inizialmente erano dodici gli imputati previsti in aula, ma uno è deceduto lo scorso marzo 2024 mentre un altro è stato esentato per motivi di salute.
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