Dieci, cento, mille, ma in fin dei conti, unica e inimitabile: sin dagli esordi della sua fortunatissima carriera, Linda Evangelista ha avuto la grande capacità di impersonificare le molteplici sfumature dell’essere donna. Con quel volto magnetico, lo sguardo intenso, i lineamenti incisivi che riuscivano con naturalezza a districarsi tra il classicismo più apollineo e la stravaganza più eccessiva, è stata una delle più grandi Supermodel degli anni ’90. Lo chiamavano The Trinity, ovvero il trio che comprendeva lei, Naomi Campbell e Christy Turlington, ben presto destinato ad ampliarsi grazie all’aggiunta di Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Kate Moss. Erano uniche e sono ancora oggi indimenticabili, avendo dato vita a un fenomeno mai più replicato dove edonismo e bellezza, successo, glamour e creatività, hanno sancito il fascino di un’epoca. Lei, Linda, si distingueva per quella versatilità stilistica che le è valsa l’appellativo di “camaleonte”, una rara e significativa capacità di interpretare i ruoli più diversi, sui set fotografici come in passerella.
Una poliedricità espressa attraverso i continui cambi di hairstyling, con l’iconico taglio corto e sfilato che ha fatto la storia, ma anche attraverso il talento di saper posare dando vita ogni volta a personaggi immaginari e credibili. Dalla ricca lady con lo sguardo altero alla sensualità felina e conturbante, dalla power woman in carriera alla naturalezza della donna della porta accanto: non c’è nessuna donna a cui Linda Evangelista non abbia dato voce e corpo raccogliendo, in una singola persona, la complessa mutevolezza dell’essere femminile. Nata in Canada ma con origini italiane, le maison sono letteralmente impazzite per questa dea assolutamente terrena che, ancora oggi, a 60 anni, porta con sé il fascino della consapevolezza, di una bellezza arricchita dalle esperienze della vita e da quel desiderio ancora vivo di mettersi in gioco dando sfogo, attraverso l’immagine, alla sua irrequietezza e curiosità di vita.
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