Guarda che luna: the fashion side del satellite più poetico di sempre

L’uomo ha sempre guardato alla luna. Pallida e rotonda, misteriosa, piena, nuova, calante, crescente. Pare che i suoi cicli siano strettamente connessi alla femminilità e che invocarla con riti propiziatori sia di buon auspicio.

Romantica e distante, le hanno dedicato versi di poesie, canzoni, sonate al pianoforte. Da Debussy a Frank Sinatra, passando per i Pink Floyd che ne hanno celebrato il lato dark, è sulla luna che Romeo giura il suo amore per Giulietta, mentre Leopardi, Baudelaire e D’Annunzio la eleggono a musa eterna dei subbugli interiori.

Lei, così volubile, così femminile, non smette di affascinarci. E quando il 20 luglio 1969, l’uomo ha messo piede per la prima volta sulla Luna grazie alla missione Apollo 11, il satellite è diventato vera e propria tendenza.

La moda, come sempre, non poteva che farsi portavoce di queste nuove scoperte: è proprio negli anni ’60 che stilisti come Pierre Cardin, Paco Rabanne e André Courrèges realizzano collezioni pensate per andare nello spazio.

Un trend che oggi, più che mai, è ritornato. In un mondo in crisi, si comincia nuovamente a interrogarsi su un altrove. Altri mondi, altri pianeti, con il desiderio di esplorare quanto di ignoto ci circonda.

Lei, nella sua maestosità, continua a guardarci, così come noi continuiamo ad ammirarla e a ispirarci alla sua bellezza, mutevole ed eterna. Che siano le influenze tech-space, come moderne astronaute pronte a spedizioni lunari, o che si vogliano cogliere le sfumature più eteree e iridescenti del satellite romantico per eccellenza, la luna continua ad alimentare la creatività dei designer e dell’arte in generale. Una connessione destinata a durare per sempre.

[📷 IPA; Instagram :rabanne; eu.louisvuitton.com; marineserre.com; prada.com; khaite.com; fashion.mugler.com; armani.com; jacquemus.com]

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