Brand ambassador: da Kate Moss a Chloë Sevigny, le icone degli anni ’90 sono ambite anche oggi

Gli anni passano ma certe icone restano per sempre, e i brand lo sanno benissimo. Non è un caso che, anche a distanza di anni, molti grossi marchi scelgono ancora di affidarsi all’immagine di donne talmente celebri, per stile, bellezza e fascino immutabile nel tempo, da essere considerate insostituibili. Certo, la new wave di star coreane ha avuto senza dubbio la meglio in qualità di ambassador dei marchi di lusso, ma, se dovessimo tirare le somme, ci renderemmo conto anche di quanto la supremazia di certi personaggi risulti ancora oggi intoccabile, e riuscire a trovare dei degni “eredi” nella contemporaneità risulta impresa più che ardua.

Di donne belle ce ne sono tante, eppure solo in poche hanno avuto davvero la capacità di scrivere un pezzo di storia della moda. Una su tutte? Senza dubbio lei, Kate Moss, ⁠Kate Moss, che a 51 anni continua a firmare un contratto dietro l’altro, contesa dai brand di moda che la eleggono a volto di punta della nuova stagione, ieri come oggi. L’ultimo della lista è Isabel Marant, il brand icona del décontracté alla parigina, che ha scelto la supertop britannica come testimonial della campagna Spring Summer 2025. E in effetti, chi meglio di Kate potrebbe incarnare lo spirito chic ma effortless del marchio francese? Messy hair da manuale e quel viso unico che ha definito l’estetica degli anni ’90, Kate è ancora Kate, più matura anagraficamente ma capace di conservare intatto quello spirito di naturale ribellione e quel pizzico di insolenza da “bad girl” che l’hanno contraddistinta negli anni d’oro della sua carriera. Ma c’è un’altra bionda che ha appena soffiato 50 candeline e ha saputo mantenere nel tempo il suo status di assoluta “cool girl” Made in New York. Stiamo parlando di Chloë Sevigny, attrice, musa, modella, una donna che dagli anni ’90 a oggi ha sempre dimostrato un senso dello stile personalissimo e impossibile da replicare, che l’ha resa popolare tra i designer, di cui è intima amica, e i registi più interessanti della sua generazione.

Ora, con la sua bellezza anti convenzionale e lo sguardo seducente, è la protagonista della campagna Spring 2025 di Jimmy Choo, che ha saputo ben cogliere la sua speciale essenza. Che l’attrice sia ancora corteggiatissima dai grandi brand, così come da quelli più emergenti, è cosa nota; del resto, la sua capacità di saper giocare con la moda non ha nulla da invidiare alle stylist più rinomate, e non vi è mai stata, negli anni, anche una sola immagine che la ritraesse con un look deludente. Anche Anthony Vaccarello ⁠l’aveva eletta a sua musa per la campagna Fall 2024, con gli scatti di Juergen Teller. Per l’occasione, Sevigny è stata affiancata da una sfilza di donne altrettanto celebri, come la stessa Kate Moss e la splendida Charlotte Rampling che, a 79 anni, ha preservato quell’allure misteriosa, sofisticata ed eroticamente inaccessibile che⁠ l’ha resa popolare negli anni ’70.

E se Chanel sceglie di affidare alla fresca sensualità di Dua Lipa il lancio della nuova borsa Chanel 25 e Acne Studios sembra non poter fare a meno della “Brat Girl” per eccellenza Charli XCX, è anche vero che una differenza tra le icone di oggi e quelle di ieri c’è e, sebbene impercettibile, basta uno sguardo più attento e riflessivo per coglierla. Nessuno mette in dubbio la potenza mediatica di Dua Lipa o Charli XCX, solo per citare due tra le donne contemporanee più in vista del momento anche nel mondo moda, eppure l’allure di donne come Kate Moss rimane ineguagliabile. Ma cos’è quindi a fare la differenza? Non si parla di bellezza e tanto meno di popolarità, dal momento che le star di oggi sono ancora più seguite per via dei social media, ma di un’energia speciale ⁠che riesce a vibrare anche davanti all’obiettivo, che è strettamente connessa all’autenticità. Kate Moss, come Chloë Sevigny, non sono mai stati personaggi costruiti a tavolino, non c’è mai stato nessuno stylist che ne ha curato il look ne trend Instagram a cui ispirarsi. Erano semplicemente loro stesse, con il loro gusto, la loro personalità e il loro senso dello stile. Un approccio molto difficile da riscontrare oggi, dove tutti copiamo tutti, considerando anche che siamo bombardati da immagini, ma soprattutto ogni personaggio, come Dua Lipa ad esempio, viene strettamente curato in ogni minimo dettaglio della sua immagine. Dai capelli alla scarpa da indossare, nulla è lasciato al caso, ma viene attentamente studiato da esperti che in qualche modo “inventano” uno storytelling fatto di vestiti intorno al personaggio.

E questo elemento, sebbene invisibile a occhio nudo, fa la differenza; essere se stessi, abbracciando i propri difetti o addirittura rendendoli dei pregi, è una qualità che in pochi hanno e che contribuisce tantissimo alla resa di una campagna pubblicitaria. I brand, ora più che mai, vogliono ritornare a raccontare storie con personalità capaci di bucare lo schermo con un solo colpo, e a volte, forzarsi a vivere un’esistenza completamente controllata da schemi estetici imposti da altri, seppur funzionali, può far smarrire le coordinate interiori di ciò che siamo davvero. ⁠Ecco perché si continua a prediligere il “vecchio” rispetto al nuovo: abbiamo bisogno di certezze, certo, ma anche di personalità che sappiano interpretare un cambiamento semplicemente con un battito di ciglia, e per fare ciò, ci vuole innanzitutto una grandissima consapevolezza di se stessi.

[📷isabelmarant.com]

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