Marc Jacobs alla New York Public Library, dove ha presentato la sua collezione Spring 25

Marc Jacobs torna a sorprenderci, aprendo ancora una volta in anticipo il calendario del Fashion Month e scegliendo ancora una volta come location la New York Public Library, un luogo caro al designer, simbolo della moda americana. Caro come anche gli ospiti che hanno assistito allo show, amici di Marc Jacobs più che del brand, come Sofia Coppola, ma anche star come Nicky Hilton e Nara Smith, o ancora la modella dell’anno, Alex Consani, in passerella.

Il nome della collezione, “Courage”, non è casuale. Un inno alla libertà, quella libertà che ci permette di immaginare e di sognare senza limiti, ma anche di osare e di essere vulnerabili di fronte a chi critica o giudica, e di affrontare il fallimento senza paura. Una libertà che non ha come scopo quello di sfuggire dalla realtà, ma di aiutarci ad affrontarla e a navigarla con curiosità, compassione e amore. Con questa sfilata, Marc Jacobs continua la narrazione iniziata nelle sue collezioni precedenti, trasportandoci in un universo quasi fiabesco, un mondo incantato in cui la realtà sembra una casa delle bambole, dove ogni sogno e ogni eccesso è consentito e dove ogni regola è sospesa.

In quest’ottica Marc Jacobs ha esagerato con i volumi, le dimensioni, le stampe e le paillettes. Esagerare, però, non per il puro desiderio di essere visti – come spesso succede nella moda americana, che a volte sembra mettere i loghi davanti al design – ma per affermare la propria unicità, per dichiararsi in maniera autentica e senza compromessi. Qualche esempio? Pantaloni a coste che richiamano il workwear, ma rivisitati con tagli e volumi che sembrano appartenere al XVIII secolo, t-shirt in maglia a nodi e a trench avvolgenti con imbottiture extra-large. Ma anche twinset in maglia con gonne a tubino volutamente esagerate e arrotondate, caratterizzate da quadri che rimandano alla tradizione britannica, ma sempre con una chiara impronta moderna. A completare il look la sartoria femminile imbottita con volumi che ricordano le stelle e stivali a punta rialzata, così grandi da trasportarci in un mondo perfetto e surreale, quello delle bambole.

Non mancano anche pezzi che si rifanno alle tendenze più contemporanee, a cui Marc Jacobs di certo non è estraneo, riportandoci nel mondo reale ma sempre con quel suo tocco da inguaribile sognatore. Come i cappotti imbottiti con stampa animalier e gli abiti scultorei ricoperti di enormi paillettes. Quella di Marc Jacobs è una collezione eclettica, forte, ma anche piena di fragilità. Al tempo stesso la donna che veste Marc Jacobs è potente, ma ha anche un lato un po’ bambolina, come una creatura che non ha paura di esprimere sé stessa attraverso il lusso e l’esagerazione, ma con una fragilità che emerge tra le pieghe della sua audacia, oltre che dei suoi abiti scultorei.

Ed ecco Marc Jacobs ieri sera alla New York Public Library, con il sorriso di chi sa di aver realizzato qualcosa di straordinario e soddisfacente. Il designer indossava un look oversize nei toni del verde oliva, con una felpa grigia e, naturalmente, le sue iconiche unghie extra-long, ormai un marchio di fabbrica.

[📸 IPA]

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