Paco Rabanne: “Una vita fuori dagli schemi”, il documentario sulla vita e la creatività del designer spagnolo

A due anni dalla sua scomparsa, l’immensa eredità di Paco Rabanne torna a vivere in un documentario che promette di rendere giustizia alla vita e alla visione di uno dei designer che hanno plasmato la moda come la conosciamo oggi. La parola “plasmare” è particolarmente adatta per il designer spagnolo, soprannominato da Coco Chanel “il metallurgico della moda”, scomparso nel febbraio 2023 all’età di 88 anni. Ciò che non è scomparso, però, è il suo estro creativo, che attraverso l’uso di materiali non convenzionali per l’epoca, come il metallo, ha rivoluzionato il settore della moda.

La storia di Rabanne è raccontata nel documentario “Paco Rabanne: una vita fuori dagli schemi”, che, secondo quanto riportato da WWD, ha richiesto ben cinque anni di lavoro per essere realizzato. Al centro del documentario c’è un estratto della sua ultima intervista, condotta sette mesi prima della sua morte, nel 2023. Presentato in anteprima con una proiezione privata alla Fondazione Sozzani, il film getta luce non solo sulla creatività futuristica del rivoluzionario della moda, sulla sua estetica Space Age e sull’uso audace di materiali industriali e non convenzionali come plastica, metallo e carta, ma anche sul suo lato umano, sugli aneddoti dell’infanzia e sulle influenze esterne al mondo della moda.

Il film di 100 minuti è diretto da Pepa Ramos, che ha raccontato: «Questo documentario include l’ultima intervista di Paco, ed è in realtà la prima in 20 anni di completo isolamento dal mondo dei media. La sua scelta di allontanarsi dalla vita sociale e mediatica, risalente al 2002, è stata autoimposta, e da un lato questa produzione ha voluto proteggere tale decisione, ma dall’altro abbiamo sentito il bisogno di avere la sua testimonianza. Ci sono voluti cinque anni per riuscirci, tre dei quali solo per riuscire a parlare con lui e convincerlo a prendere parte al progetto e raccontare la sua storia». Un processo in cui è stato fondamentale il coinvolgimento di Daniel Rabaneda, nipote di Rabanne e stilista, che ha facilitato il contatto con lui e contribuito alla realizzazione del documentario. La sua missione personale era quella di rivendicare il ruolo di Rabanne, soprattutto in Spagna. Anche Rosemary Rodriguez, ex direttore creativo del marchio che ha lavorato al fianco di Rabanne, ha parlato con la testata, affermando: «È un uomo poliedrico. Non era solo uno stilista, ma un visionario a 360 gradi».

Sia Rabaneda che Rodriguez compaiono nel documentario, insieme alle interviste a Jean Paul Gaultier, Julien Dossena, direttore creativo di Paco Rabanne dal 2013, che ha dichiarato di non aver mai avuto la possibilità di incontrare il fondatore, Vincent Thilloy, responsabile del marchio Paco Rabanne e Jean Paul Gaultier, entrambi di proprietà del gruppo spagnolo Puig, Ágatha Ruiz de la Prada, Carla Sozzani e la musa di Rabanne, Kathy Jean-Louis, tra gli altri. Nel film compaiono anche professori di moda, modelle e amici intimi, che alternano i loro ricordi con le vecchie interviste di Rabanne, filmati d’epoca dei suoi spettacoli e animazioni che raffigurano la sua infanzia, fornendo un ritratto completo di Paco Rabanne come persona oltre che designer.

[📸 IPA]

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