“Marcello, come here!” Bastarono tre parole per entrare nella leggenda. Una leggenda che Federico Fellini aveva già disegnato nella sua testa, salvo poi tramutarla in pellicola. L’idea di una donna a metà tra sogno e realtà: procace, terrena, delicata, eterea, inarrivabile. Anita Ekberg incarnava tutte quelle caratteristiche dell’eterno femmineo ricercate dal regista e, con la sua fisicità giunonica, entrò nella storia grazie a una delle scene più iconiche del cinema.
Questa bionda bellezza nacque a Malmö, in Svezia, nel 1931. Dopo i primi passi come Miss e modella, nel 1950 si trasferì negli Stati Uniti, dove cominciò a muovere i primi passi nel mondo del cinema. Con quel corpo statuario, interpretava i desideri dell’epoca, quando le pin-up e il glamour senza tempo erano di gran tendenza. Erano gli anni dei sogni in bianco e nero e del divismo più puro, e Anita Ekberg, con il suo esotismo nordico, rappresentava perfettamente tutto questo.
Fellini ne intuì bene il potenziale e la scelse per il ruolo di Sylvia ne La Dolce Vita. Nella mitica scena della Fontana di Trevi, in compagnia di Marcello Mastroianni, in una Roma notturna, pare che l’attrice, abituata ai freddi svedesi, non soffrì particolarmente l’immersione nella celebre fontana, a differenza di Mastroianni che, per sopportare meglio le basse temperature, fu costretto a bere un’intera bottiglia di vodka. Fasciata in un sinuoso abito nero, a contrasto con la carnagione candida e la chioma biondissima, Anita riuscì, con una sola scena, a incarnare la magia del cinema e dell’essere donna.
Fellini la consacrò definitivamente a musa con Boccaccio ’70, e l’Italia divenne per lei una seconda casa. Lavorò con Dino Risi e Alberto Sordi, mentre veniva corteggiata da personalità del calibro di Frank Sinatra e Gianni Agnelli. Anita Ekberg divenne, con la sua sola presenza, il simbolo più internazionale e riconosciuto del cinema italiano e, ancora oggi, a dieci anni dalla sua scomparsa, la ricordiamo come una delle rappresentazioni più alte del divismo. Tra sogno e realtà, proprio come la sua vita.
[📸 IPA; Getty Images; MEGA 📹 Getty Images; ©️ Riama Film, Pathé Consortium Cinéma]