“Ballet-core”, “Cottage-core”, “Mob-wife” “Coquette” e chi più ne ha più ne metta. Se ripensiamo al 2024, i micro trend sono stati i protagonisti assoluti della scena della moda mondiale. Tendenze fugaci, capaci di catalizzare fortemente l’ossessione del pubblico, specie quello più giovane, attraverso la promozione di un’aesthetic, un’estetica specifica da esplorare in lungo e in largo, e alla quale aderire manifestando la necessità dei Gen Z di “appartenere” a un segmento di stile ben preciso. Salvo poi passare a uno più fresco e appetibile nel giro di pochi mesi.
TikTok, il social che proprio in queste ore sta vivendo momenti di suspense in previsione di una prossima chiusura negli Stati Uniti, è stato senza dubbio il motore fondamentale di questa giostra senza fine degli ultimi due anni, permettendone una veloce quanto frenetica diffusione su più livelli. Un approccio che ha totalmente plasmato la comunicazione mediatica della cultura popolare, tanto che la moda istituzionale stessa sembra essersi “piegata” alle esigenze del pubblico più giovane, in un rapporto di reciproca influenza con i content creator più attivi, per cui era letteralmente impossibile capire chi avesse influenzato chi.
Dopo un’estate all’insegna del “Brat Girl”, la tendenza che, forse, più di tutte ha tenuto duro, probabilmente in quanto supportata e incarnata da un’artista di spicco e di grande popolarità come Charli XCX, con il sopraggiungere dell’autunno, questa forsennata rincorsa al “core” più cool da seguire ha cominciato ad arrestarsi. Anzi, ora che siamo nel 2025, possiamo dirlo quasi con certezza: è un approccio destinato a esaurirsi completamente.
Al momento risulta molto più probabile imbattersi in content creator che dispensano consigli su come risparmiare che in quelli che invogliano all’acquisto smodato per interpretare al massimo il nuovo micro trend in hype. Inoltre, sembra essere riemerso un nuovo bisogno di esprimere la propria personalità e il proprio gusto a prescindere dall’adesione a una “setta” estetica.
Ma quindi, al netto della sopravvivenza dei micro trend per il 2025, quale sarà la strategia vincente per il nuovo anno? Secondo gli esperti, al momento i consumatori preferiscono rallentare il passo, riflettendo con accuratezza su cosa vale la pena investire e cosa no. Perché investire in accessori e vestiti di un determinato trend che in realtà non ci rappresenta davvero e che soprattutto sarà destinato a perdere popolarità nell’arco di qualche mese? Piuttosto prediligere l’acquisto di capi, più o meno costosi, che siano veramente in linea con chi siamo, sembra essere la scelta giusta.
Una strategia a lungo termine che gli studi suggeriscono anche ai grandi marchi di moda: bisogna costruire identità forti e durature, dove la creatività vada di pari passo con la qualità e lo stile. Spingere sui facili quanto brevi desideri momentanei potrebbe non essere più una buona idea, e i risultati si sono visti.
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