Gemelle Olsen: sono loro le uniche a saper indossare davvero la Birkin bag?

Chiunque abbia visto il film “Jane B. par Agnès Varda” – ritratto del 1988 sulla musa e cantante inglese Jane Birkin diretto dalla regista cult del cinema francese Agnès Varda – sicuramente avrà ben impressa nella mente una scena diventata iconica. Jane Birkin è ormai una donna matura e consapevole ultra quarantenne: lei, la ragazza dello scandalo degli anni ’60 e dell’amore sussurrato tra versi che lasciavano ben poco spazio all’immaginazione insieme al compagno di una vita Serge Gainsbourg, l’icona di stile dalla frangia inimitabile e il cestino di vimini che riusciva a indossare con con eleganza innata anche nelle occasioni più importanti, musa lo è ancora, ma è anche una madre, una donna che ha vissuto già mille vite ma che conserva intatto quell’entusiasmo naturale che l’ha caratterizzata fino alla fine. Davanti all’obiettivo di Varda, Jane corre freneticamente per le strade di Parigi: blazer maschile in tweed, denim sdruciti, All Star ai piedi, volto struccato e capelli spettinati, i codici del suo stile inconfondibile ci sono tutti. Compresa la Birkin Bag, la borsa più desiderata e famosa del mondo, che proprio a lei venne dedicata da Hermès, quando nel 1984 incontrò l’allora presidente della maison, Jean-Louis Dumas, su un volo Londra-Parigi, lamentandosi di non riuscire a trovare una borsa abbastanza capiente per i suoi continui spostamenti.

Agnès Varda chiede a Jane di svelare cosa porta con sé nella sua borsa: l’attrice e cantante non se lo lascia ripetere due volte, riversando in terra, sui gradini di una scalinata parigina, tutto ciò che aveva con sé. Un disordine proverbiale: fogli di carta, chiavi, penne, agende, biglietti stropicciati, libri, medicinali, rossetti, un vero e proprio bazar. Siamo ben lontani dai video studiati ad arte stile “What’s in my bag” dove di spontaneo non c’è proprio niente, che tanto vanno di moda oggi. Jane Birkin è sempre stata un emblema del messy chic, e ha sempre sfoggiato l’omonima borsa di Hermès con assoluta nonchalance. Quella borsa era stata creata apposta per lei affinché fosse capiente e sufficientemente spaziosa da contenere la sua “confusione creativa”, e certamente non per essere sfoggiata al braccio al pari di una reliquia come una qualsiasi signora bene della capitale. Non è un caso che anche le altre foto che la ritraggono con la Birkin la vedono sempre indossarla con ironia e un certo pratico disincanto: con ciondoli etnici e portachiavi appesi, volutamente consumata perché quella borsa, per Jane Birkin, era soprattutto una compagna di viaggio e di vita, e come la vita doveva essere vissuta fino in fondo.

Pensando all’evoluzione che la Birkin Bag ha avuto nel corso degli anni, fa quasi strano realizzare come la parabola della borsa più famosa del mondo abbia avuto un destino completamente opposto. Un oggetto di culto e di lusso, bramato da centinaia di migliaia di donne al mondo, appannaggio esclusivo di poche fortunate che possono permettersela. Trattata come una vero e proprio tesoro, chi la indossa oggi sembra prestarvi molta attenzione, portata al braccio con nemmeno troppa convinzione, per paura di non sciuparla, maltrattarla; l’unico obiettivo è mostrarla al mondo come simbolo di successo, potere e denaro. Non erano queste certamente le premesse con cui è stata realizzata e pensata da Hermès. Ma c’è un’eccezione, anzi due: le gemelle Olsen sembrano essere le uniche a saper indossare la Birkin Bag con l’intenzione e lo stile con cui era stata concepita agli esordi.

Icone di stile, ex bambine prodigio di Hollywood e attualmente designer di successo con il loro brand The Row, Mary-Kate e Ashley Olsen sono due protagoniste assolute della moda internazionale, con uno stile effortless chic che le ha consacrate a punti di riferimento della contemporaneità. Le gemelle, tra maxi coat oversize e outfit layering in total black, indossano la it-bag di Hermès con naturalezza e anche quel pizzico di noncuranza che in qualche modo richiama lo stesso approccio di Jane Birkin. Hanno ben colto il fascino senza tempo di un accessorio “usurato a dovere”, e cioè che presenta palesemente segni di utilizzo ma non per questo risulta meno impattante. Anzi, al contrario, è come se quei piccoli difetti dovuti al passare del tempo, conferissero all’oggetto una forza maggiore, una rilevanza storica; ma soprattutto, principio fondamentale di ogni vera It-Girl che si rispetti, conferisce una coolness naturale e spontanea. Essere cool senza sforzo è stato il segreto del successo di donne come Jane Birkin, Kate Moss e anche le gemelle Olsen: applicarsi fin troppo per essere perfetti è considerato obsoleto, e indossare una Birkin Bag con manie di perfezionismo priva l’oggetto stesso del suo fascino, conferendogli un’allure artificiosa.

Tutte le donne che hanno la fortuna di acquistare una borsa Birkin di Hermès farebbero forse bene a domandarsi se hanno lo spirito giusto per poterla indossare, altrimenti, quel che ne risulta, è ⁠solo un pallido tentativo di ostentazione, che banalizza persino una borsa eterna.

[📷 IPA] 

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