Demi Moore prima di “The Substance” pensava che la sua carriera fosse finita: “Avevo raggiunto un momento di stallo”

In “The Substance” interpreta una star di Hollywood sulla via dell’oblio a causa della sua età, che non la rende più affascinante agli occhi dello star system. Il body horror di Coralie Fargeat mette in scena una narrazione distopica che analizza temi sociali dal forte carico emotivo, riscontrabili nella realtà. La storia di Demi Moore ne è la dimostrazione: l’attrice, in una nuova intervista per il podcast “The Hollywood Reporter’s Awards Chatter”, ha ammesso che, prima di “The Substance”, pensava che la sua carriera fosse finita. «Non voglio dire che mi sentivo sconfitta, perché non lo ero, e non ero nemmeno senza speranza, ma avevo raggiunto un momento di stallo», privo di stimoli e opportunità.

Con una carriera di oltre 40 anni, probabilmente Demi Moore non pensava di poter avere difficoltà a trovare nuovi lavori. Eppure, anche lei ha vissuto un periodo buio, che l’ha portata a riflettere su quanto l’età possa influenzare il percorso nel mondo dello spettacolo. Per questo, è rimasta colpita dal copione di “The Substance”: «Ho ricevuto una chiamata dal mio agente che mi diceva: “C’è questo copione, è molto interessante e decisamente diverso dal solito. Dovresti leggerlo e vedere cosa ne pensi”», ha raccontato Demi Moore. Il copione «mi ha davvero affascinato, soprattutto per il modo in cui esplorava il tema dell’invecchiamento e analizzava la violenza che possiamo esercitare su noi stessi. Il modo in cui tutti noi, uomini e donne allo stesso modo, possiamo criticare il nostro riflesso».

Inoltre, “The Substance” rappresentava per Demi Moore una sfida inedita: cimentarsi in un body horror dal taglio distopico. «C’erano così tante sfide interessanti, non solo il lato fisico, con l’utilizzo delle protesi, ma anche la crudezza emotiva che doveva essere trasmessa con pochissimi dialoghi».

[📷 MEGA]

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