Mikey Madison: “Anora” è la Pretty Woman contemporanea che si salva da sola

Se non siete ancora andati a vedere “Anora” di Sean Baker al cinema vi consigliamo di andare subito. Non solo perché il film, premiato allo scorso Festival di Cannes, conferma il talento del geniale regista, ma perché è un’occasione per entrare in contatto con il giovanissimo talento di Mikey Madison, attrice protagonista della pellicola nonché astro nascente della cinematografia internazionale.

La sua performance, acclamata dalla critica, tiene gli spettatori incollati allo schermo; grazie a un magnetismo unico, unito a una bellezza fresca, particolare e un sorriso contagioso, e la grinta giusta per cimentarsi in ruoli di alto spessore. Classe 1999, in “Anora” la Madison interpreta Anora detta Ani, una ventenne ballerina di un club per adulti di New York, sognatrice e spensierata quanto basta per conquistare il cuore degli spettatori al primo passo di lap dance, attività che l’attrice ha dovuto imparare con sessioni intense di allenamento. Quando la notte finisce, Ani torna nel suo misero appartamento di Brooklyn in condivisione, sperando sempre in una svolta a quella vita di stenti.

L’occasione le si presenta quando il proprietario del club la presenta a un facoltoso cliente; la ragazza è l’unica che sa parlare il russo ed è l’unica che riesce a interagire con il giovane Vanya, figlio ventenne di un ricchissimo magnate russo. Nonostante all’inizio la ragazza gli si conceda come a un qualsiasi cliente disposto a pagare profumatamente, tra i due giovani si instaura un’immediata simpatia reciproca, tant’è che l’ereditiero chiederà un rapporto in esclusiva, sempre pagato, per una settimana.

Durante la settimana in cui i due si comporteranno come una vera e propria coppia, Ani sperimenta gli agi e l’adrenalina di una vita di lussi e ricchezze; prima nella maestosa dimora alle porte di New York, poi in un viaggio a Las Vegas, tra shopping, hotel di lusso, sesso sfrenato, serate in discoteca e la leggerezza tipica dei vent’anni ma con tanti soldi sul conto in banca. Vanya si dimostra un ragazzo dolce, sensibile e genuino, tant’è che quando chiede ad Ari di sposarlo, sebbene l’iniziale diffidenza della giovane, alla fine la sua richiesta viene accettata.

Con l’euforia e l’incoscienza tipica della giovane età, i due si promettono amore eterno in una cappella di Las Vegas: per lui è il modo più facile per ottenere la cittadinanza statunitense e non dover più ritornare in Russia, per lei è l’occasione per dare una svolta decisiva alla sua vita. Suggellato l’amore con un diamante di 4 carati, i due cominciano una vita di coppia nella splendida casa di Vanya, dove lei si cimenta nel ruolo della moglie perfetta, tra pellicce e borse di lusso, e lui si diverte alla PlayStation ogni giorno. Un idillio che viene tuttavia velocemente spezzato quando la famiglia di lui viene a scoprire del matrimonio.

Indignati del gesto di irresponsabilità del figlio, i genitori manderanno un trio di guardie del corpo per recuperare Vanya e imporgli l’annullamento delle nozze. In scene ironiche e paradossali, da questo momento il film si snoda in una trama irriverente e tragicomica, dove alla fine Vanya si rivelerà niente più che un ragazzino viziato e superficiale, pronto a scappare per sfuggire alle pressioni familiari, lasciando Anora da sola a fronteggiare tutte le difficoltà, mossa solo dalla determinazione e l’ottimismo di confidare in un amore sincero da parte del giovane. Un inutile tentativo, perché alla fine la protagonista si troverà sola in una favola che si rivelerà un incubo.

Nonostante il ritmo incalzante e le battute spiazzanti che coinvolgono lo spettatore, Anora è anche un film drammatico, che mette una giovane donne di fronte alle irresponsabilità e l’egoismo di un maschile debole e facilmente influenzabile. Nonostante le premesse simili ai copioni tanto cari alle commedie romantiche per eccellenza, dove alla fine la protagonista sfortunata vince la sua battaglia con la vita grazie al salvataggio da parte di un uomo dall’animo nobile, Anora è la rappresentazione più veritiera di una realtà cruda e contemporanea: le donne devono salvarsi da sole, e non sempre i principi azzurri si dimostrano tali.

Mikey Madison ha saputo conferire al personaggio i molteplici aspetti di essere giovane e donna oggi: da una parte l’approccio genuino e giustamente leggero alle cose della vita, il desiderio di godimento, l’irruenza e l’irresponsabilità tipiche dei ventenni; dall’altra, anche una donna non disposta a scendere a compromessi, piena di dignità nonostante il suo lavoro la renda facile preda di pregiudizi, ma soprattutto la capacità di mangiarsi letteralmente lo schermo, con padronanza scenica e voracità d’intenzioni. Il film è suo, nonostante l’indiscutibile bravura di tutto il cast, così come ogni giovane donna resta l’unica protagonista della propria vita, anche quando questa risulta spietata.

Con i lunghi capelli corvini, occhi intensi e fisico minuto, la Madison è già icona di stile per le più giovani. Se nel film sfoggia look tipici delle giovanissime di oggi, tra unghie extra long, glitter nei capelli e mini dress che potremmo trovare nell’armadio di ogni ventenne, nelle pubbliche apparizioni l’attrice vanta delle scelte di stile appropriate alla sua età, ma anche pronte a mettere in risalto la sua personalità esuberante. Con look di Prada, Ferragamo, Mugler e Schiaparelli il suo stile è curato dalla stylist Jamie Mizrahi, ed è una perfetta incarnazione della sensualità contemporanea, tra tocchi girlish e spregiudicatezza, sperimentazione daily e scintillio notturno. È nata una stella, è proprio il caso di dirlo.

[📷 IPA]

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