Brittany Murphy: il sorriso contagioso e i look Y2K di un’icona scomparsa troppo presto

Oggi, 10 novembre 2024, avrebbe compiuto 47 anni. Brittany Murphy fu un’autentica bambina prodigio, a 13 anni aveva già un agente e con il suo sguardo luminoso e il sorriso contagioso ha dominato la scena in ⁠in numerosi film cult degli anni ’90 e 2000, con ruoli iconici che hanno ben saputo rappresentare, non senza umorismo, le disavventure delle giovani ragazze dell’epoca.

Indimenticabili le sue performance in “Ragazze a Beverly Hills” o nel capolavoro “Ragazze Interrotte” al fianco di Angelina Jolie e Winona Ryder, nel ruolo di una fragile ragazza affetta da disturbi alimentari. È stata la fidanzata di Eminem nel biopic “8mile”, la protagonista di commedie spassose come “Oggi sposi, niente sesso”, in compagnia dell’amico Ashton Kutcher, la tata romantica e naive tutta pizzi ⁠e glitter in “Le ragazze dei quartieri alti con l’altra bambina prodigio Dakota Fanning; i suoi ruoli, seppur caratterizzati da quell’apparente spensieratezza, in realtà celano sempre un dark side ben più introspettivo, una malinconia tangibile seppur mascherata dagli occhioni sognanti e i riccioli biondi.

Icona fashion dello stile Y2K, tra mini dress in denim, shorts attillatissimi, tute in ciniglia color big babol, il suo stile è l’incarnazione dell’edonismo girly degli anni 2000, condito da make up scintillanti e iper glossy, e hairstyling sbarazzini. Nel 2006, chiuse la sfilata Fall Winter di un marchio di culto dell’epoca come Dsquared2, portando la sua allure da ragazza smarrita ma anche ironica sulla passerella milanese.

Poi nel 2009, la tragedia. Ad appena 32 anni, venne trovata senza vita nella sua abitazione a causa di un arresto cardiaco. Il giorno seguente fu eseguita l’autopsia a seguito della quale il medico legale dichiarò di non voler rivelare alcunché sulle cause della morte prima dell’esito definitivo degli esami tossicologici. Dopo circa un mese e mezzo dalla morte, gli esiti resi noti dell’autopsia rivelarono che la causa del decesso di Brittany era stata una polmonite, che poteva essere curata, aggravata da un’anemia e da un’intossicazione da farmaci.

Il 23 maggio 2010, a distanza di soli cinque mesi, anche il marito, il produttore Simon Monjack fu trovato morto nella sua casa a Los Angeles: la causa della morte, come per Brittany, fu causata da polmonite aggravata da anemia. Le indagini a quel punto, presero in considerazione che la causa dei due decessi fosse da attribuire alla presenza di una particolare muffa che infestava l’abitazione, ma le verifiche non trovarono riscontri per tale ipotesi.

Un triste epilogo che ancora oggi rimane avvolto nel mistero, e che ha dato adito a una serie di speculazioni: tra accuse di dipendenze e il dito puntato contro i genitori, responsabili di aver compromesso la vita della figlia per appropriarsi della sua cospicua eredità, la scomparsa prematura dell’attrice più sorridente di Hollywood resta ancora oggi indecifrabile. A noi non resta che ricordarla così, con i suoi look scintillanti e la sua risata fragorosa.

[ 📷 IPA]

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