Cifre a tre zeri, a quattro zeri, a cinque zeri, e potremmo continuare all’infinito. L’impennata dei prezzi nel mercato del lusso negli ultimi anni è ormai cosa nota e probabilmente non destinata a fermarsi nel breve termine. Marchi lussuosi come Hermès e Chanel hanno da tempo sancito le loro nuove politiche di esclusività destinata a pochissimi fortunati, ma, conseguentemente, anche gli altri fashion brand, non propriamente parte della categoria “beni di lusso”, hanno dovuto adattarsi ai nuovi parametri, innescando una reazione a catena in cui pare si faccia a gara a chi vanta il price più alto nella propria collezione. Sicuramente certi oggetti sono appannaggio esclusivo di pochi, come è sempre stato, ma se un tempo questa inaccessibilità riguardava istituzioni senza tempo come una Birkin Bag, attualmente il fenomeno sembra coinvolgere un raggio ben più ampio di prodotti, tant’è che la clientela si trova a dover spendere anche 2 mila euro per una felpa, categoria merceologica che, in teoria, seppur di ottima fattura, dovrebbe avere un prezzo molto più accessibile.
Capi in poliestere o che non presentano nessun materiale di altissima qualità nella propria composizione vengono venduti a cifre da capogiro, ed è ovvio che a lungo andare anche i fashion victim più facoltosi abbiano intuito quanto poco conveniente possa essere un investimento di questo tipo. Il risultato? Negozi sempre più vuoti e calo delle vendite generali, come riportato recentemente anche da un grande gruppo come Kering, le cui vendite nell’ultimo trimestre sono scese del -16%. La moda è ovviamente in crisi, lo ripetiamo da tempo, ma forse un aumento così spropositato e, talvolta, ingiustificato dei prodotti non è la soluzione migliore per ovviare al disordine generale. Qualcuno ha anche cominciato a non mostrare più i prezzi sui cartellini, ennesimo escamotage ben poco credibile per non spaventare i clienti. Forse, sarebbe meglio dire l’ennesimo tentativo fallimentare di un sistema che ha bisogno di ritrovare una sua ragionevole identità.
[📷 IPA; balenciaga.com]