Sesso? Sopravvalutato. Avere una pelle perfettamente glow al risveglio? Sì, questo è il goal che una buona percentuale delle ragazze della nuova generazione si auspica ogni mattina. Addio notti di fuoco, chiodo fisso dei millennials, la Gen Z predilige “sessioni intensive” in compagnia di sieri, creme, maschere, patch occhi e ogni qualsivoglia stratagemma venga lanciato sul mercato, validi alleati da lasciare in posa sul viso per tutta la notte e per un risveglio, si spera, al massimo dello splendore.
Ma davvero la cura, anche spasmodica, per la propria bellezza potrebbe compromettere la vita privata? In teoria no; concedersi dei momenti di intimità con il proprio partner non ci priverebbe affatto di dedicare qualche minuto alla nostra skincare serale che, inutile ribadirlo, è importantissima. Anzi, siamo fermamente convinti che dedicare del tempo a sé stessi, per qualcosa che riguarda solo noi e che riesce ad appagarci, sia anche sexy se considerato nell’ottica della vita di coppia. A detta di molti uomini, vedere la propria compagna davanti lo specchio impegnata a massaggiarsi la crema idratante sul volto, non sarebbe affatto male; una condivisione profonda di attimi di quotidianità, quando le maschere vengono tolte definitivamente, comprese quelle del make-up, e ci si mostra per quel che si è davvero.
Il problema emergerebbe nell’eccesso di dedizione quasi patologica verso la cura della propria bellezza, che vede l’impiego di innumerevoli e quotidiani passaggi di beauty routine – circa 12 stando agli standard della skincare coreana -, e la costruzione di vere e proprie “impalcature facciali”, da rimuovere direttamente la mattina successiva. Un trend che si è visto recentemente proprio su TikTok, dove tantissime giovani donne si mettono a letto ricoperte di strati e strati di maschere, patch idratanti per le labbra e addirittura fasce per tenere fermo il mento e scongiurare il cedimento dei tessuti. Si, anche se hanno poco più di 20 anni.
Nessuno pensa che una donna debba privarsi di 12 o più step di beauty routine serale se è ciò che desidera; nessuno dovrebbe agire per accontentare qualcun altro, tanto più un uomo, ma il nocciolo della questione da sollevare è ben più complesso, e non ha a che fare con le proprie abitudini in fatto di skincare. Da quando le donne hanno cominciato a preoccuparsi più di “sembrare sexy” che di “essere sexy”? Il concetto di sensualità, e di sessualità, è ovviamente molto personale e relativo, ma se ragioniamo nell’ottica di una visione generalizzata, ci viene da dire che l’ossessione maniacale per la bellezza anche con metodi decisamente non necessari, ha forse tolto lo smalto a un approccio più autentico verso il godimento, anche quello più primordiale.
Per tutti gli anni ’90 e 2000, la cultura del sesso è stata alla base anche della bellezza, un pilastro edonistico fondamentale nella vita di ognuno. Della serie, più fai sesso più sei bella. Effettivamente, tanti sono stati gli studi che negli anni hanno scientificamente dimostrato i benefici di una vita sessuale attiva, anche per la pelle: il sesso fa aumentare la circolazione sanguigna che aiuta ad ossigenare l’epidermide, inoltre un’attività sessuale “intensa” favorisce la traspirazione cutanea e il sudore, in questo modo i pori si dilatano e si eliminano più facilmente le tossine, rendendo così la pelle più radiosa e fresca. E che dire dell’effetto labbra “naturalmente rosse”? Oggi sui social le content creators si affannano per ricreare l’effetto più naturale possibile per labbra turgide e vermiglie, quando in realtà basterebbe lasciarsi andare a baci appassionati con la propria dolce metà (o con chiunque più ci aggradi).
La paura verso l’esterno, le interazioni sociali sempre più fredde e digitalizzate, l’ossessione di apparire sempre perfetti e performanti, hanno forse favorito questo atteggiamento di chiusura con sé stessi, dedicato solo e interamente alla cura della propria persona e tralasciando gli aspetti di condivisione umana? Impiegare più di 30 minuti nel proprio bagno in un processo schematico e ripetitivo di skincare prima di andare a dormire, sarebbe come una specie di comfort zone, una giustificazione della nostra solitudine e del mancato coinvolgimento sentimentale con il prossimo. E sebbene sempre più giovani donne affermano con convinzione di stare bene da sole, cosa assolutamente legittima, c’è da fare una sostanziale differenza tra la scelta di non avere un partner e la paura delle interazioni sociali in generale, auto obbligandosi a schemi rigidi di discipline beauty iper ferree come diversivo. Quanto c’è di vero? Ben poco. La paura, invece, sembra tanta.
Provare amore verso sé stessi e prendersene cura è qualcosa di meraviglioso, ed è bello notare come le nuove generazioni siano meno “people pleasing” nei confronti del prossimo. Ma utilizzare la cura della bellezza come armatura per proteggersi dal mondo che, bello o brutto che sia, ci permette una crescita autentica a livello emotivo, non è affatto positivo, ma piuttosto preoccupante. La sera, davanti lo specchio, tra uno spray idratante e un contorno occhi anti borse, chiedetevi davvero di cosa avete bisogno: di pori perfettamente chiusi o di un abbraccio? Sorpresa, potete avere anche entrambi.
[📷 instagram: augustinusbader]