Mentre il mondo della moda ha gli occhi puntati sulle passerelle di Parigi, sempre più numerose, sempre più lontane dalla realtà, e soprattutto sempre più dipendenti dai riflettori ottenuti da chiacchiere e gossip sul cosiddetto valzer di direttori creativi – che crea grandi attese e grandi speculazioni attorno ai brand -, Hedi Slimane si conferma uno dei personaggi più solidi di questo sistema. E lo fa non solo abbandonando i carichi calendari della Fashion Week, ma anche creando un proprio linguaggio, unico e coerente, ma soprattutto personalissimo, fatto di suggestioni e di tutto ciò che più gli piace, trasportandoci in un viaggio sensoriale che prescinde dagli abiti.
La modalità adottata da Hedi Slimane per presentare le sue collezioni per Celine ormai da diverse stagioni è il cinema, con short film che attraverso frammenti studiati, soundtrack uniche e location suggestive permettono al pubblico di immergersi con delicatezza nei precisi e caratteristici immaginari del designer. Per la Spring Summer 2025 di Celine tutto ciò si traduce in “Un été français”, titolo della collezione che ci preannuncia l’essenza di ciò che vedremo nello short film: una ragazza francese, in tutte le sue sfaccettature, in un ritratto che prescinde dal tempo.
Per questa collezione Hedi Slimane ci ha portato nell’alta Francia, al Castello di Compiègne, dove tra macchine da scrivere con logo Celine dal sapore antico e lampadari di cristallo preziosi ci trasporta nel suo immaginario fatto di suggestioni diverse, ma che si conciliano attraverso la coerenza stilistica e concettuale di un designer ormai sempre più consapevole del proprio impatto, collezione dopo collezione. Il paesaggio bucolico dei giardini si alterna agli opulenti saloni del palazzo, e sulle note di “Femme Fatale” dei Velvet Underground e Nico, l’estate francese inizia a prendere forma attraverso un viaggio sensoriale. Sensoriale è proprio la parola che meglio esprime questa collezione, perché all’interno del film viene anche presentato il prossimo profumo della maison francese, indossato dalle modelle.
Pensate a Jane Birkin, alla sua frangia e alla sua bellezza acerba, inconsapevole, femminile, effortlessly chic. Prendete tutti questi codici, simbolo della ragazza francese per eccellenza, e aggiungete il tocco rock tipico dell’anima di Hedi Slimane. La delicatezza di Jane Birkin incontra la ribellione giovane degli anni ’60 a colpi di eye-liner, un leitmotiv della collezione insieme alle fasce per capelli con logo. Tutto è estremamente indossabile e soprattutto desiderabile: a una moda che cerca sempre di più la spettacolarizzazione, Hedi Slimane risponde con abiti babydoll ricamati e completi che ci ricordano di quando negli anni ’60 le ragazze si ribellavano a colpi di pencil skirt. L’eleganza dei completi maschili, un altro dei codici del designer, anche in questa collezione viene declinata e alternata ad abiti per la sera dai ricami intricati tra piume e paillettes.
Il bon ton di Hedi Slimane è la provocazione silenziosa di chi non ha bisogno di scoprire per mostrare. Le stampe animalier sono abbinate, come tutto, “in the french way”, a paillettes, camicie con fiocco e borsette in pelle ladylike. Gli abiti scultorei con cappa ci ricordano i tempi in cui le icone di Hollywood come Audrey Hepburn univano le forze con le maison francesi, come Givenchy, creando nuove narrazioni che ormai sono diventate storia. Le trame e la semplicità degli abiti di Hedi Slimane si fondono con i saloni fuori dal tempo del castello, e Jane Birkin torna in vita, con tutte le sue caratteristiche, eppure così moderna.
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