“The Beauty of Paper”. Questo il titolo che il direttore creativo di Issey Miyake Satoshi Kondo ha dato alla sua ultima collezione Spring Summer 2025, che ha sfilato oggi, 27 settembre 2024, a Parigi. Issey Miyake è uno di quei marchi che continua a vivere di luce propria, capace di esprimere una poetica coerente nel corso del tempo, non tradendo mai le aspettative di un pubblico di fedelissimi adepti.
Il designer si è lasciato sedurre ancora una volta dalla cultura giapponese, core intrinseco al marchio sin dalle sue origini, e sempre raccontato con dovizia d’intenti e particolari. La collezione fa riaffiorare antiche tecniche giapponesi per dare un’interpretazione dei kamiko, gli abiti in washi realizzati con fibre di canapa, e lo fa enfatizzando e rispettando i volumi leggeri e al contempo scenografici che da sempre caratterizzano le sue collezioni.
Il creativo Satoshi Kondo scrive su un piccolo pezzo della tradizionale carta giapponese, avvolto su se stesso e arrivato, come portato da un soffio di di vento, sui seat di una location dipinta del bianco più immacolato per ospitare la nuova passerella del womenswear. «Abbiamo realizzato questo foglio pensando alla pratica e alla cultura di più di mille anni di produzione di washi, quando erano le mani degli artigiani a prevalere. La carta era una volta usata per gli abiti kamiko, così come era presente nelle piccole cose della quotidianità», chiosa lo stilista a MFF, mostrando in pedana un tessuto ottenuto dalla carta washi che accompagna il défilé con versi intitolati “The Beauty of Paper”, come il nome dello show.
I versi recitano così: «Parte della nostra quotidianità sin da un lontano passato, riempie la nostra mente e ci rende capaci, grazie alla sua poesia che sembra essere senza tempo, attorno a noi la carta è onnipresente. Tutto ciò che dobbiamo fare è percepirla»
In un involucro di carta, tra sedute come cilindri di fogli di carta compressi, precedentemente utilizzati per il processo di plissettatura del brand, con quegli anelli che ricordano il tronco di un albero, sfila una collezione che parte da una domanda: cos’ha la carta che ci fa sentire così a nostro agio? Ecco dunque una serie di kamiko, gli abiti in washi, realizzati completamente con fibre di canapa, inizialmente prototipi durante la ricerca. Sono introdotti da morbidi vestiti, liquidi e trasparenti, drappeggiati per ricordare l’acqua che nutre e dà vita, il suo scorrere, il suo luccichio. Altre uscite partono da fili prodotti da scaglie di washi e rayon-seta, intrecciati con filati elasticizzati per dare vita a silhouette angolari, quasi origami.
Con maestria artigianale ispirata dalla tradizione e il supporto delle più innovative tecnologie, la maglia senza cuciture unisce poi due capi, lasciando a chi li indossa scegliere quale pezzo abitare. Pressati e pertanto con pieghe accidentali, sono gli item con stampe di peonie, ranuncoli e foglie di asparagi. Una collezione autentica, primitiva e futurista, praticamente senza tempo. La storia di un marchio che continua a scaldare il cuore, attraverso la memoria, ma con lungimiranza.
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