Nonostante la moda ci proponga, stagione dopo stagione, le tendenze più disparate e all’avanguardia, ci sono dei dogmi di stile che per noi rimangono immutati, cristallizzati nella loro perfezione. Il nero, colore-non-colore associato da sempre al mistero e all’eleganza della notte, esercita su di noi quell’appeal perenne che scavalca ogni trend volatile, un porto sicuro dove rifugiarsi durante la composizione di un outfit. Dalle streghe alle rockstar, passando per il celebre tubino nero passe-partout – il “little black dress” – la scelta di un look total black ha assunto i significati più disparati nel corso della storia e, ancora oggi, si conferma un’opzione impossibile da non notare. E se per gli adolescenti si lega a una fase di ribellione, con l’avanzare dell’età il nero diventa sinonimo di morigeratezza e distinzione, nonché di classe senza tempo. E come disse Yohji Yamamoto: “Il nero può essere modesto e arrogante allo stesso tempo”, ma nel suo alone oscuro cela delle informazioni precise su chi lo sta indossando.
Certo, la scelta di un outfit total black può collegarsi anche a una serie di stereotipi socialmente radicati, dall’idea che i colori scuri possano “assottigliare” la nostra silhouette, al desiderio di apparire intriganti e impossibili da approcciare. C’è poi chi ritiene che un look nero possa apparire più costoso di uno colorato e indossarlo gli conferirebbe, idealmente, più autorità e potere. Ma c’è anche chi sfrutta la versatilità di questo colore per non impiegare il proprio tempo ad abbinare capi e accessori dai colori diversi, perché, parliamoci chiaro: il nero è anche il colore preferito dai più pigri. Che sia per un colloquio di lavoro, per una serata di gala o per una passeggiata in città, la scelta del total black nasconde dei concetti psicologici impossibili da cancellare, più forti di ogni tendenza. Certo, ci sono psicologi che sostengono che il nero sia associato ad aggressività, negazione e tristezza… ma in ambito moda, il total black rappresenterà sempre una garanzia.
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