L’attuale debolezza del sistema economico cinese, confermata anche dagli ultimi dati relativi al secondo trimestre del 2024, ha causato un conseguente rallentamento del settore del lusso, che, negli ultimi anni, attraverso strategie e investimenti accurati, aveva puntato sulla seconda economia mondiale. Le sfide attuali del mercato cinese, secondo quanto riportato dalle più autorevoli testate dedicate all’economia, sarebbero la debole domanda da parte dei consumatori e un prolungato rallentamento del mercato immobiliare.
Una crisi che non ha soltanto portato a un calo dei risultati economici per le aziende del lusso, ma anche nuove abitudini di consumo da parte della popolazione e nuove strategie di vendita. Stando a quanto riportato a luglio 2024 da “BoF”, i ricchi cinesi, a lungo considerati pilastro della moda di lusso, hanno approfittato del cambio valuta favorevole dello yen e hanno scelto il Giappone come meta per lo shopping, mentre dal lato dei brand, diverse aziende hanno deciso di applicare sconti in Cina per far fronte al fenomeno delle scorte invendute.
Tra le altre abitudini che stanno sempre più prendendo piede nel paese, e che riguardano soprattutto la Generazione Z, ci sarebbe quella dei dupe, ovvero dei duplicati di design originali venduti a prezzi inferiori, che in Cina prendono il nome di “pingti”. La “CNN” ha approfondito questa tendenza fornendo un esempio pratico. La testata ha infatti intervistato un 23enne, Zheng Jiewen, che lavora presso un’agenzia pubblicitaria nella megalopoli meridionale di Guangzhou e che nel corso di circa un anno ha visto il suo stipendio dimezzarsi. La prima cosa che ha fatto Zheng Jiewen a seguito del taglio è stata rinunciare ad acquistare i suoi brand preferiti, Louis Vuitton, Chanel o Prada.
Come Zheng Jiewen sono diversi gli esponenti della Generazione Z (e non solo) che, a causa della disoccupazione o dei diffusi tagli salariali, cercano soluzioni più economiche per quanto riguarda gli acquisti, ricadendo nel fenomeno dei dupe, una forte minaccia al valore autentico del lusso. Secondo quanto riporta la testata, il tasso di disoccupazione delle persone di età compresa tra 18 e 24 anni, esclusi gli studenti, è salito al 18,8% ad agosto 2024, mentre le ricerche sui social media per i dupe sono triplicate dal 2022 al 2024.
Laurel Gu, direttore della società di ricerche di mercato Mintel, con sede a Shanghai, ha inoltre riferito alla testata che, mentre 10 anni fa i consumatori cinesi chiedevano prodotti dei brand del lusso occidentali, adesso la tendenza è virata verso alternative più convenienti e spesso indistinguibili dal prodotto originale. Un fenomeno che compromette ulteriormente la ripresa del settore del lusso, creando abitudini degradanti per il senso dello stile e soprattutto per l’autenticità del design.