Napoli è femmina: le donne che hanno fatto la storia della città

Napoli è donna nel suo DNA: affascinante, misteriosa, poliedrica, piena di contrasti, bella e ingioiellata, ma anche malinconica e struggente, madre e amante, santa ed esoterica, poche città racchiudono un’idea di femminilità a tutto tondo come lei. La leggenda vuole che sia stata proprio una donna, seppur a metà, a fondare la città: la sirena Partenope, citata da Omero ne L’Odissea, che si lasciò morire sulle sponde laddove oggi si erge Castel dell’Ovo, in quanto l’eroe Ulisse riuscì a resistere al suo canto d’amore. È quindi ben chiaro, sin dalla sua fondazione, che Napoli nasce su una promessa intrisa di struggente sentimentalismo, difficile da ritrovare in altre città del mondo, un’energia vitale e femminea che tra gioie e dolori continua a restare un punto cardine della sua essenza.

Donne di estrazioni sociali molto diverse, sin dai tempi più remoti, si sono distinte per fierezza e coraggio. Rivoluzionarie, nobili o popolane, artiste, intellettuali, attrici, sono donne che hanno amato, lottato e sofferto e, facendolo, sono diventate per i posteri un simbolo di coraggio e audacia, passione e talento, bellezza, intelligenza e una sana dose di scanzonata ironia. Da Luisa Sanfelice a Matilde Serao, da Eleonora De Fonseca de Pimentel ad Artemisia Gentileschi – che a Napoli non nasce ma rinasce, affermandosi come artista femminista – fino a icone eterne come Sophia Loren che, in più di un’intervista, ha sempre rivendicato con orgoglio: «Io non sono italiana, sono napoletana. È un’altra cosa». Ad oggi, il fascino spontaneo e misterioso della femminilità partenopea è ben incarnato da un’attrice di straordinario talento come Luisa Ranieri, mentre “L’amica geniale” di Elena Ferrante è stato premiato dal New York Times come “il libro del secolo”. Serve aggiungere altro?

[📷 Getty Images; IPA; Instagram: luisaranieriofficial; rai.it; Royal Collection Trust / commons.wikimedia.org]

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