Pavel Durov, i 12 capi d’imputazione che pendono sul CEO di Telegram arrestato in Francia

Nelle ultime ore si sta parlando molto di Pavel Durov, un nome sulla bocca di tutti e noto da tempo tra gli appassionati del tech. Il multimiliardario originario della Russia, infatti, è CEO e fondatore della famosissima app di messaggistica Telegram e sabato scorso, 24 agosto 2024, è stato arrestato in Francia. Come riportato dalla BBC, ieri sera, lunedì 26 agosto 2024, il procuratore di Parigi ha dichiarato che il signor Durov era trattenuto in custodia come parte di un’indagine sulla criminalità informatica. Il motivo dell’arresto, infatti, riguarderebbe la complicità di Durov nell’amministrazione di Telegram, piattaforma online che permetterebbe di effettuare transazioni illegali.

I capi d’imputazione sono dodici e, secondo quanto affermato, sarebbero collegati alla criminalità organizzata. Stando a quanto riportato dal procuratore di Parigi, nei reati rientrano transazioni illecite, possesso e diffusione di immagini pedopornografiche, detenzione di sostanze stupefacenti, frodi e il rifiuto di rivelare informazioni alle autorità competenti. Una lunga lista di capi d’accusa che pende su Durov, 39 anni, che nel 2014 lasciò la Russia per trasferirsi a Dubai, dove attualmente gestisce l’app Telegram.

Accusato di complicità nell’hackeraggio di sistemi informatici, secondo quanto riportato da LogIn, sezione del Corriere della Sera, Durov è stato arrestato anche per riciclaggio di proventi illeciti e truffa organizzata, oltre che fornitura di crittografia per scambi riservati fuori dagli standard di legge, importazione di un sistema di messaggistica criptata senza dichiarazione di conformità e associazione a delinquere. A causa della presunta complicità di Durov nel crimine organizzato, la procura di Parigi ha potuto prolungare l’arresto di 96 ore, fino a domani, mercoledì 28 agosto 2024, quando il Ceo di Telegram dovrebbe essere scarcerato o formalmente incriminato.

[📷 Instagram: durov]

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