Com’è iniziata vs come sta andando: passato e presente di brand che hanno scritto la storia

Come un abile burattinaio, il direttore creativo di una maison guida con precisione i fili invisibili che tengono insieme heritage e innovazione. Un delicato gioco di equilibri dove la tradizione storica della maison viaggia più o meno in armonia con la contemporaneità, il tutto creando un effetto wow che possa lasciare un segno nella percezione del pubblico. 

Ma quanto è cambiato lo stile delle maison dagli anni in cui hanno presentato le prime collezioni a oggi? E quanto hanno influito le personali visioni dei direttori creativi a discapito di quelle dei fondatori? Se brand come Prada – che ha presentato il ready-to-wear nel 1988 – e Dolce&Gabbana – fondato nel 1984 e con una splendida Naomi Campbell a sfilare, solo per fare un esempio, nel corso della Fall 1991 -, hanno mantenuto una continuità anche attraverso la stabilità dei loro direttori creativi, per altri la linea temporale è stata più tortuosa, portando a cambiamenti anche radicali.

Cambiamenti di silhouette che non corrispondono per forza anche a cambiamenti di visioni. Basti pensare a Cristóbal Balenciaga, pioniere di forme azzardate per l’epoca, oggi declinate attraverso l’occhio non convenzionale di Demna Gvasalia. Nonostante il primo guardasse all’élite e il secondo alle sottoculture underground, sono stati entrambi in grado di scuotere il sistema, e forse è proprio questa l’affinità più importante. 

[📸 Getty Images; altamoda.dolcegabbana.com; balenciaga.com; balmain.com; chanel.com; dior.com; galeriedior.com; givenchy.com; hermes.com; museeyslparis.com; ysl.com; prada.com; 📹 YouTube: BALMAIN; yvessaintlaurent]

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