Il celebre Museo del Louvre di Parigi si prepara ad ospitare la prima mostra incentrata sulla moda. Dal 24 gennaio al 21 luglio 2025, infatti, potremo immergerci in oltre 900 metri quadrati di esposizione che ripercorrerà le ispirazioni più antiche prese in prestito dalla moda contemporanea, tra le vaste collezioni di arti decorative del museo parigino. Sarà evidente, infatti, il modo in cui gli oggetti preziosi dall’epoca bizantina fino al Secondo Impero francese come armature, ceramiche, avori, arazzi, strumenti scientifici, gioielli, bronzi, vetrate e argenteria sono inevitabilmente connessi con le creazioni degli stilisti più celebri dagli anni ’60 a oggi, da Dolce&Gabbana a Yohji Yamamoto, ma anche designer emergenti.
Mentre il titolo della mostra deve ancora essere finalizzato, il direttore del dipartimento di arti decorative del Museo del Louvre e curatore dell’esposizione Olivier Gabet, ha svelato il progetto a “WWD”, dichiarando: «È la prima volta che il Louvre decide di realizzare una mostra sul rapporto tra la moda e le sue collezioni», aggiungendo che l’obiettivo è quello di «cercare di capire perché i musei possono essere interessanti e importanti per i designer e come le nostre collezioni, in particolare quelle del Louvre, possano nutrire e ispirare le collezioni degli stilisti». Prendendo ad esempio la collezione di armature del Louvre, infatti, Olivier Gabet ha osservato come si potrebbe allestire un’intera mostra esplorando il modo in cui questi indumenti protettivi hanno influenzato numerosi stilisti, tra cui Paco Rabanne, Thierry Mugler o Demna Gvasalia, solo per citarne alcuni. L’obiettivo della mostra è proprio rendere immediatamente evidenti queste influenze e i collegamenti tra gli oggetti storici e le recenti creazioni di moda, esaltando il fatto che i designer e i creativi che «si nutrono dei musei sono spesso i migliori ambassador di queste istituzioni». Secondo Olivier Gabet questa mostra potrebbe portare «un pubblico diverso», ovvero più giovane, a vedere le «collezioni molto storiche» del Louvre. Il curatore ha infatti affermato: «Penso che il fashion design sia un ponte eccellente tra generazioni e musei, un modo per parlare di qualcosa di molto antico in un modo molto fresco, molto nuovo e molto vivace».
La mostra, che vedrà le scenografie di Nathalie Crinière, renderà omaggio anche a Madame Carven, grande benefattrice del Louvre che insieme a suo marito donò un’importante collezione di mobili e oggetti decorativi del XVIII secolo, che permetteranno alla mostra di esplorare «diversi livelli di relazioni». Infatti, ci saranno diversi riferimenti che spazieranno dalla connessione tra corpo e silhouette al legame della moda con l’artigianato. Olivier Gabet ha infatti commentato: «Penso che oggi la moda sia ancora più interessante quando viene mostrata in relazione ad altri campi. Quando parli con uno stilista, ovviamente parla di moda, ma parla anche di arte, parla di artigianato, parla di fotografia. È un grande cambiamento in questo momento, il modo in cui la moda guarda a se stessa in relazione ad altri campi della creazione». Proprio per questo motivo Olivier Gabet ha deciso di avvalersi del pool di esperti del Louvre in vari campi di competenza per scrivere i saggi da inserire nel catalogo della mostra: «Penso che sia interessante chiedere per una volta agli storici dell’arte e ai curatori di musei di condividere i loro sentimenti sulla moda», ha concluso il curatore.
[📸 louvre.fr]