Perché tutti si stanno appassionando al tiro a segno?

Saranno pure mode, ma chi ha aperto i social in questi giorni non ha mai visto così tanti post su uno sport, apparentemente di nicchia, improvvisamente diventato virale: il tiro a segno. Sarà per le medaglie italiane conquistate nella specialità? Non proprio. O meglio, complimenti a Maldini e Monna, argento e bronzo nella pistola ad aria 10 metri. Anche a Silvana Stanco, argento nel tiro a volo, specialità trap. Per i look e le divise di alcuni tiratori scelti? In parte sì. Diciamo che l’attenzione su questo sport è stata soprattutto per due personaggi nello specifico. Due che sembrano viaggiare agli opposti.

Stiamo parlando di Kim Yeji e Yusuf Dikeç, rispettivamente provenienti dalla Corea del Sud e dalla Turchia, entrambi tiratori, entrambi medaglie d’argento alle ultime Olimpiadi di Parigi 2024. La prima, 31enne, nella specialità Pistola ad aria compressa 10m donne, il secondo, 51 anni, stessa specialità ma nella categoria mista. Sui social e sui media i post e gli articoli su questi due “fenomeni” si sprecano. Ma perché? Beh, basta vederli per capire come i mood siano unici nel loro genere. C’è chi per raggiungere precisione e concentrazione ha bisogno delle cuffie antirumore, di occhiali super tecnologici, e chi invece non ha bisogno di nulla.

Prendete Kim, per molti è lei l’atleta più cool delle Olimpiadi. Merito del suo sguardo glaciale, degli avveniristici occhiali, del berretto al contrario e di un aiutante particolare. Un peluche a forma di elefante, in mano, che apparterrebbe alla figlia, un tocco sentimentale che completa un look apprezzato da tanti. Dicono abbia un’aura notevole, termine molto utilizzato negli ultimi tempi, ma Yusuf Dikeç non è da meno. Per lui stare in una finale olimpica o al bar il sabato mattina è la stessa cosa. O almeno, quella è l’impressione vedendolo prendere la mira, senza orpelli. Solo un paio di occhiali da vista, mano in tasca e via, verso l’argento. Lo fa perché spara con entrambi gli occhi aperti e tutti quegli aggeggi non gli servono. E a vedere i risultati, non possiamo dargli torto.

[📸 Getty Images; IPA; X: Olympics]

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