Un bikini indossato da un’allora diciannovenne Carrie Fisher sul set di “Star Wars: Il ritorno dello Jedi” nel 1983 è stato battuto all’asta nella giornata di ieri, 29 luglio 2024, da Heritage Auctions a una cifra pari a 175.000 dollari. Secondo quanto si apprende da “CNN”, l’abito, composto di sette pezzi – tra i quali un reggiseno e uno slip coperti in piastre color oro, anelli per i fianchi, un bracciale e un braccialetto – è stato venduto a un offerente non identificato durante una vendita durata due giorni, nella quale sono stati presentati oltre cinquecento articoli di Hollywood.
Questo costume – soprannominato “Slave Leila” dalla stessa Fisher –, ispirato al fumettista Frank Franzetta, progettato da Nilo Rodis-Jamero e scolpito da Richard Miller, è stato realizzato in resina e uretano. Quest’ultimo è diventato un vero e proprio cult tra i fan di “”Star Wars”, in quanto fu indossato dalla Principessa Leila dopo essere stata catturata da Jobba the Hutt e costretta alla schiavitù. Il costume non ha però una storia priva di controversie, infatti pare che l’attrice (Carrie Fisher, ndr) non lo vedesse di buon occhio, arrivando a dichiarare di sentirsi nuda mentre lo indossava, il che la rendeva molto nervosa durante l’interpretazione.
La vendita durata due giorni di Heritage Auctions, conclusasi venerdì, ha fruttato un totale di 5,9 milioni di dollari, secondo quanto si apprende dal sito ufficiale della casa d’aste. L’altro pezzo forte dell’asta è stato un altro pezzo di storia di “Star Wars”: un modello dello Y-wing usato sullo schermo che guida un attacco alla Morte Nera prima di essere distrutto da Darth Vader in “Una Nuova Speranza” del 1977. Invece, opera del modellista Colin Cantwell, l’aereo starfighter – usato nelle riprese del primo capitolo di “Guerre Stellari” – è stato venduto per 1,5 milioni di dollari, diventando il terzo oggetto di scena di “Star Wars” più costoso mai venduto all’asta.
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