L’anno scorso si erano già affrontati in tribunale: stiamo parlando della maison del lusso per eccellenza Hermès e dell’artista Mason Rothschild, famoso per le sue opere di intelligenza artificiale e colpevole di aver realizzato delle borse NFT che si rifanno all’iconica Birkin del marchio francese. Ispirato dall’accelerazione delle iniziative di moda “fur free” e dall’adozione di tessuti alternativi», Rothschild ha così coniato 100 NFT Non-Fungible Tokens, ognuno in vendita per una cifra molto eterogenea, disponibili sulla piattaforma Looksrare, con una forbice di prezzo molto ampia, dai 2 ETH, circa 4mila dollari, ai 100, corrispondenti a più di 160mila dollari.
Lo scorso anno, il tribunale federale di Manhattan non solo aveva preso le difese del marchio, sancendo anche un risarcimento di circa 133 mila dollari, ma aveva anche emesso un verdetto contro l’artista, responsabile della violazione e della diluizione del marchio, oltre che di cybersquatting per aver registrato e utilizzato il nome a dominio metabirkin.com.
Il tribunale ha ritenuto che gli NFT MetaBirkin fossero riferiti all’immagine di un modello di borsa ben riconoscibile, e che gli acquirenti avessero percepito gli NFT come contenuto collegato al celebre modello di borsa commercializzato da Hermès.
La questione sembrava essere chiusa a favore di Hermès, ma Rothschild sembra non essersi dato per vinto, tant’è che all’inizio del 2024 avrebbe presentato una petizione alla corte per chiarire se l’ingiunzione gli avrebbe impedito di dare il permesso allo Spritmuseum di Stoccolma di esporre gli NFT in una prossima mostra su Andy Warhol e l’arte commerciale. Rapida la reazione del brand di lusso che ha chiesto di bloccare immediatamente l’iniziativa, e il tribunale ha deciso di convocare due testimoni del museo svedese, che hanno confermato che la questione giudiziaria sarebbe stata esplicitata all’interno della mostra qualora Rothschild avrebbe avuto il permesso per proseguire.
Alla fine il giudice ha concordato con Hermès circa i rischi di tale esposizione, inclusi la possibilità di merchandising o se l’artista avrebbe sfruttato l’esposizione museale per incentivare le vendite degli NFTs, continuando a sostenere gli iniziali intenti fraudolenti dell’operazione di Rothschild, che ha sfruttato la popolarità del marchio senza che quest’ultimo avesse effettivamente alcun ruolo.
Possiamo quindi considerare gli NFT come dei competitor a tutti gli effetti dei beni di lusso?
[📷 Instagram: masonrothschild]