Gli anni ’60 sono tutt’ora riconosciuti come una delle decadi più importanti per gli stravolgimenti sociali, politici e stilistici che hanno apportato al mondo. Potremmo definirli il decennio dove tutto ha avuto origine. Maria Grazia Chiuri sceglie quest’epoca così iconica come fil rouge dell’intera collezione FW24-25 di Dior, esplorandola in diversi aspetti. La soundtrack è complice; scegliendo Serge Gainsbourg come voce portante di tutto lo show, si viene immediatamente catapultati in tutto quello che Gainsbourg stesso rappresenta: il “Maggio francese”, i movimenti sessantottini, una nuova e riscoperta libertà sessuale, il femminismo e le minigonne. Un’atmosfera che ritroviamo immediatamente nella prima parte della sfilata: completi con mini skirt e giacca, il trench coat protagonista, portato ora con un’allure alla “Belle de jour”, algida e sofisticata ma sicuramente seducente, ora con una spensieratezza più fanciullesca. Il logo “Miss Dior”, reinventato in questa collezione con uno stile che si ispira alla street art, si rifà ad un momento importante della storia della maison: il 1967, anno in cui Dior lanciò la sua prima linea prêt-à-porter, chiamata appunto “Miss Dior”.
Il bianco e nero, che ritroviamo nei dolcevita a contrasto e nei cappotti portati maliziosamente “senza niente sotto”, è un’altra tendenza dei sixities che Maria Grazia Chiuri reinterpreta qui con la sua consueta “eleganza quotidiana”, dimostrando ancora una volta di realizzare abiti pensati per essere indossati dalle donne reali. Dettaglio importante anche nelle collant auto reggenti, che si svelano delicatamente dalle gonne a portafogli, o negli stivali in pelle lucida, che qui presentano un particolare design open sul retro, andando a ricreare un effetto scultoreo sulla gamba nuda di forte impatto.
Ma le ispirazioni selezionate da Maria Grazia Chiuri non finiscono qui; progressivamente lo stile preppy e lady like della prima parte lasciano spazio a look safari, che si ispirano ad una grande musa del design italiano ed internazionale nonché collaboratrice della maison Dior, Gabriella Crespi. Regina indiscussa del design, famosa per le sue contaminazioni con materiali come bambù, il rattan e il bronzo, viaggiatrice indefessa e icona di stile, Gabriella Crespi ha collaborato con il brand Dior per ben 20 anni, a partire proprio dagli anni ’60, per una linea di grande successo. A partire da questo momento le shapes della collezione diventano più rilassate, con casacche che cadono morbide sui pantaloni, i cappelli panama e il denim che torna protagonista. Uno stile mix e match con elementi esotici che incontrano il daily wear, omaggio alla personalità della Crespi ma anche della scenografia della sfilata tutta, realizzata in collaborazione con l’artista indiana Shakuntala Kulkarni.
Il finale ci porta ad una dimensione più eterea e sognante, con abiti da sera preziosissimi e cangianti. Il design è minimale e dritto, le trasparenze leggere e sottili come cristallo, i colori chiari per un effetto minimal eppure romanticissimo, tutto sembra ricordarci le grandi soirée di un tempo, e non faticheremmo a vedere questi abiti indossati dalle grandi dive del passato, ma anche da quelle del presente, le stesse che hanno preso parte allo show di oggi; da Natalie Portman, da anni ambassador del brand, a Jennifer Lawrence, ma anche la cantante Rosalia, la giovanissima Deva Cassel, Elizabeth Debicki. Anche questa volta, Maria Grazia Chiuri riconferma la sua passione per le donne e di farsi sempre attiva sostenitrice del women empowerment, ispirandosi a donne del passato e del presente e collaborando attivamente con esse. Perché in fondo c’è una Miss Dior in ognuna di noi.
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