Una serata decisamente emozionante, quella di ieri sera, 7 febbraio 2024, al Festival di Sanremo. Dal commovente messaggio di speranza del Maestro Giovanni Allevi, insieme alla profonda gioia nel rivederlo esibirsi dopo due anni di assenza a causa di una grave malattia. Anche il cast di “Mare Fuori” ci ha messo del suo: sul palco dell’Ariston, gli attori hanno affrontato il tema importantissimo del femminicidio.
Con queste premesse, è ormai noto che a Sanremo non sono valutate solo le esibizioni, ma anche i look che le accompagnano. Menzione d’onore per Giorgia, co-conduttrice e anche protagonista di questa serata del Festival. Era già stata protagonista sul palco dell’Ariston, nel 1994, quando appena 23enne trionfò come cantante in gara. In quell’occasione, indossò un completo nero maschile dal taglio aderente. Ieri sera, acclamatissima e amatissima, è tornata sul palco festeggiando con noi i 30 anni di “E poi”, regalandoci ricordi ed emozioni. Giorgia, dal 1994, ne ha fatta di strada, e così come lei, anche i suoi look sono maturati. Disegnati da Maria Grazia Chiuri per Dior, con il primo outfit ci ha riportato indietro nel tempo, indossando quella che sembra una reference al completo indossato in occasione della sua vittoria del ‘94. Con decisamente meno cambi d’abito rispetto al co-conduttore della serata precedente, Marco Mengoni, Giorgia ci ha regalato un medley dei suoi successi prendendo ispirazione dal guardaroba maschile e aggiungendo dettagli e orli iper femminili. Dal frac abbinato agli shorts e stivali altissimi, all’abito che sembra un pioggia di brillantini, fino al blazer oversize che nascondeva un vestito mini dal profondo scollo a V, all’ultimo candido abito scintillante. Giorgia, nella seconda serata del festival, ha brillato. In tutti i sensi. E anche se i suoi look non entreranno nella lista dei nostri preferiti, con lei non c’è competizione.
Anche questa sera tra gli outfit dei cantanti in gara a trionfare sono stati il total black e i dettagli luccicanti. Seppur senza grandi colpi di scena, ci sono stati alcuni dettagli interessanti, in particolare nel menswear. A partire da Ghali, che ha giocato con la destrutturazione tipica di Maison Margiela e sui codici – rivisti – del menswear. Il doppio colletto e i guanti che escono dal risvolto delle maniche aggiungono imprevedibilità all’outfit dal sapore androgino, composto da un’ampia giacca e una camicia aperta che lascia intravedere il petto e le immancabili Tabi.

Quello di Ghali è stato forse il look più all’avanguardia della serata, insieme a un altro artista che, ormai, in fatto di fashion, è una garanzia. Stiamo parlando di Mahmood, che ancora non abbiamo visto indossare una “Tuta gold”, ma un ensemble Rick Owens che, nonostante il total black, lo ha reso etereo. Con un top monospalla e pantaloni a vita alta leggermente a zampa, se Sanremo fosse una gara di outfit, lui avrebbe vinto.

Rose Villain in GCDS illumina e stupisce per la forma a clessidra del suo abito. Senza indossare alcun gioiello, il focus era tutto sulla silhouette. Bello, sì, un compito ben svolto ma senza lode. Emma, un’altra regina del Festival negli anni, in Mugler era una Morticia versione pop.

Big Mama era vestita Lorenzo Seghezzi e il suo abito, come per magia, quando l’artista rimuove l’ampia gonna, lascia intravedere il corsetto strutturato e leggings rossi.

Impossibile non nominare Geolier, che non si prende troppo sul serio e tiene fede alle sue origini rap salendo sul palco dell’Ariston con un outfit dal gusto discutibile ma allo stesso tempo giustissimo.

Annalisa, di nuovo, va sul sicuro. Con un abito corto strutturato e allo stesso tempo sinuoso dalla profonda scollatura a V, ancora con i reggicalze, citandola, è “Bellissima”, sì, ma noi stiamo ancora aspettando qualcosa di più audace.

Loredana Bertè è unica, ricoperta dalle piume di struzzo tipiche di Valentino, con una camicia bianca, una cravatta nera e le gambe coperte dalle calze velate, ha portato l’alta moda sul palco dell’Ariston senza dimenticare il suo animo rock.

[📸 Pool Sanremo / IPA; Getty Images]