The Kolors tornano a Sanremo con “Un ragazzo una ragazza”: “Dopo ‘Italodisco’, fa parte del nostro nuovo inizio”

Sono passati 6 anni da quando si presentarono sul palco dell’Ariston con “Frida (Mai, mai, mai)”. «Non succede mai mai mai», cantava Stash e invece è successo. I The Kolors hanno monopolizzato la scorsa estate le radio con la loro “Italodisco” – “questa non è Ibiza”, vi ricorda qualcosa? –, e adesso tornano a Sanremo con “Un ragazzo una ragazza”. Nella conferenza stampa pre-festival, a Milano, Stash e compagni non negano l’emozione, ma anche la gioia del percorso che li ha portati fin qui. I numeri di “Italodisco” parlano da soli. Oltre 105 milioni di streaming, quadruplo disco di platino in Italia, al N.1 della classifica FIMI per 11 settimane, oltre 45 milioni di visualizzazioni su YouTube, brano più ascoltato dell’anno della classifica annuale di Earone e via dicendo. Senza dimenticare la versione in inglese. Ma adesso si volta pagina e l’attenzione si sposta su “Un ragazzo una ragazza”.

La prima soddisfazione di questa nuova esperienza sanremese per la band sta nelle prime recensioni dei giornalisti, dopo il pre-ascolto delle canzoni in gara: «Siamo felici, abbiamo letto anche un po’ di recensioni sul primo ascolto e devo dire che siamo felicissimi particolarmente di una cosa. Si parla di suono “The Kolors”, che per una band è sempre un po’ il goal, avere una propria identità sonora è quello che abbiamo sempre sognato».

Ma com’è, quindi, “Un ragazzo una ragazza”? «È un po’ diversa da “Italodisco” che è nata one shot, mentre questa è nata dopo mille sessioni, con mille versioni diverse. Più di un anno fa abbiamo assistito a quella scena che ci ha dato il là. Ci trovavamo con Davide Petrella, nostro fratello (co-autore del brano, ndr), in Stazione Centrale a Milano e vediamo giù dal treno questo ragazzo che cercava di rompere il ghiaccio con questa ragazza. E ci siamo sentiti subito di dare attenzione a quella cosa. Osservavamo quella scena, perché nascondeva un po’ il concetto del rompere il ghiaccio nei giorni nostri, quelli dell’online, con le difficoltà che può avere una persona che vive digitalmente dove avviene spesso l’approccio, ma era offline. Doveva trovare “l’idea continentale”, per citare la prima frase del testo. Questa cosa qui ci ha dato il là, la possibilità di iniziare a raccontare questo tipo di concetto, e non puramente la relazione tra un ragazzo e una ragazza», dice Stash.

Il frontman oltre a smentire che “Italodisco” fosse stata presentata un anno fa ad Amadeus, ha rivelato che è il brano che salirà sul palco dell’Ariston, dal 6 febbraio 2024, ad essere stato proposto in una versione primordiale al direttore artistico l’anno scorso. Lo stesso Amadeus ha confessato di aver costruito il cast partendo, tra le altre canzoni, da questa dei The Kolors che aveva in un “cassetto”. «La primissima versione di “Un ragazzo una ragazza”, durava un minuto, c’era un ritornello. Penso che lui (Amadeus, ndr) abbia dimostrato di avere una visione di insieme globale, perché ha avuto tanta ragione su diversi progetti, mi sento di ringraziarlo perché ha abbracciato il nostro progetto con un pezzo che rappresenta al momento al 100% la nostra band, in questa forma».

Nulla accade per caso. Per i The Kolors Sanremo è «la vera Champions League del pop. Nel pop c’è chi ammette di chi vuole fare Sanremo e c’è chi mente. È l’albo d’oro della musica che vuole un pubblico ampio». Per questo tornano, ma con un vissuto diverso, fatto di alti e bassi, rispetto a quel 2018, quando a dirigere il festival c’era Claudio Baglioni. «Sicuramente c’è un po’ di consapevolezza in più dal punto di vista musicale. Quel tipo di approccio ci dà la possibilità di goderci alcuni momenti che appartengono a quella fase in cui spesso prevale l’ansia, la preoccupazione. Invece a un certo punto capisci che anche quello è il bello, la preparazione a quella settimana. La differenza rispetto a 6 anni fa è quella, stare con i piedi per terra e riuscire a vivere al 100% quello che sta accadendo anche nella fase di preparazione».

Se sulle cover il silenzio è rigoroso, quello che esce tra i denti è che non sarà uno solo l’omaggio che i The Kolors faranno. E su chi li affiancherà sul palco, Stash dice: «Abbiamo esattamente la cosa che volevamo, il nostro sogno. Tra l’altro poi quando si saprà, ci sentiremo di tirare fuori anche le interviste che abbiamo fatto, anche all’estero, di questo sogno che avevamo». Ma tornando a “Italodisco”, il più grande successo, ammettono, fino a ora della band, Stash ripercorre la potenza del brano, che nella sua trasversalità riuscì a conquistare dalle nonne ai bambini. Tra cui anche sua figlia, che in un certo senso fu premonitrice del successo del pezzo estivo. Che reazione ha avuto per “Un ragazzo una ragazza”? «O mia figlia vuole fare la cantante o questa è un’altra hit. Tra l’altro questa (“Un ragazzo una ragazza”, ndr) non l’ha sentita da poco. Va al mercato e inizia a cantarla».

I The Kolors, che saranno in concerto il 3 aprile il concerto al Forum di Assago di Milano e il 20 giugno all’Auditorium Parco della Musica – Cavea di Roma, non dimenticano però da dove sono partiti. E, infatti, su Maria De Filippi dicono: «Stiamo parlando della vera mamma di questo progetto dal punto di vista artistica (…). Maria rimarrà sempre la prima persona a cui mi rivolgo per un consiglio. Lei è proprio mamma, ma penso lo abbiano detto tutti quelli che hanno avuto un rapporto con lei. Si percepisce il bene che ti vuole, non solo da punto di vista professionale».

[📸 Courtesy of MNComm]

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