Fabio Fazio riguardo l’ondata di “aggressività” su Chiara Ferragni: “A nessuno importa delle ferite che lasciano le parole”

Una riflessione a tutto campo su una delle vicende più discusse delle ultime settimane. È quella che ha fatto Fabio Fazio sulle pagine dell’”Oggi”, parlando della questione Chiara Ferragni-Balocco. Il conduttore di “Che Tempo Che Fa” dice di essere rimasto molto colpito dall’ondata «di aggressività, per non dire di cattiveria, che si è riversata su Chiara Ferragni nei giorni prima di Natale».

Secondo Fazio «non c’è dubbio che abbia commesso una ingenuità che va aldilà dell’errore di comunicazione», perché «la beneficenza non deve prevedere mai denaro per sé». Ma, continua, «è anche vero, assolutamente vero, che ci sono moltissime iniziative per le quali le grandi aziende propongono un contratto ai testimonial, dicendo loro che una parte del ricavato di ciò che loro promuovono sarà dato in beneficenza e tutto questo di solito facilita l’adesione di un volto pubblico e non solo non fa scandalo ma al contrario è una benemerenza». Per il conduttore dello storico talk, prima in onda sulla Rai, ora sulla NOVE, c’era un’aggressività in molte persone pronta «per poter essere riversata addosso alla coppia più osannata e di successo» alla prima occasione, con tutto il carico di veleni che ne consegue. È il segno di un tempo che in un attimo fa dimenticare tutte le altre iniziative che «Fedez e Chiara hanno intrapreso in questi anni per aiutare con la loro fondazione, laddove hanno potuto, tantissime persone».

La chiusura di Fazio è dedicata sempre al clima di aggressività spietato, che ignora come dietro i più grandi personaggi, ci siano comunque delle persone. «Quel che fa specie è che a nessuno importi delle ferite che lasciano le parole, del dolore che procurano, anche se, come si dice, fa parte del gioco. Alla fine, infatti, si sostiene sempre questa tesi, con superficialità disarmante e inaccettabile ineluttabilità: fa parte del gioco. A me, se posso dire, non sembra un granché questo gioco e ogni tanto rivendicare il diritto di dire “non gioco più” non sembrerebbe una brutta idea».

[📸 Te-Co / IPA; Instagram: chiaraferragni]

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