Dolce&Gabbana vince in tribunale contro Kappa per il profumo “K”

Vittoria per Dolce&Gabbana: il Tribunale di Torino si è espresso in favore dell’azienda fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana, dopo l’accusa da parte di BasicNet – gruppo di sport e casualwear proprietario di Kappa – per un profumo lanciato dalla maison, commercializzato dalla società torinese Gst Profumi Spa, con il nome di “K”. In definitiva, la lettera “K” non sarebbe un marchio registrato, e il Tribunale avrebbe dichiarato, con la sentenza del 6 dicembre 2023, «la nullità del marchio denominativo di Kappa avente a oggetto la lettera “K”», sottolineando come esso sia «privo di quel minimo di capacità distintiva necessario per la sua validità, non essendo in grado di creare un collegamento con i prodotti» di Kappa.

L’accusa, da parte dell’azienda fondata da Marco Boglione – proprietaria dei marchi Kappa, Robe di Kappa, K-Way, Sebago, Briko – risale al 2020, quando la società del gruppo torinese aveva puntato il dito contro Dolce&Gabbana per «uso del logo illecito per contraffazione e concorrenza sleale». Kappa e BasicNet, in particolare, avrebbero chiesto di vietare la commercializzazione del profumo “K”, condannando il marchio di moda al pagamento dei danni. Kappa, inoltre, si era rivolta anche all’Euipo, che tuttavia, a maggio 2023, ha rigettato l’opposizione. Oltre ad esprimersi in favore di Dolce&Gabbana, il Tribunale di Torino ha inoltre rigettato tutte le domande di contraffazione proposte da Boglione, ritenendo, dopo un’analisi visiva, fonetica e concettuale, che il marchio «si differenzi sensibilmente dai marchi di titolarità delle attrici».

Crediti foto: parfimo.it

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