Il rapporto tra Kanye West e l’Italia continua a essere complesso. Come si sa il rapper sta trascorrendo sempre più tempo nel nostro Paese, soprattutto dopo la passata estate trascorsa tra Milano, Firenze e Venezia. Proprio in queste due ultime città, però, si sono creati una serie di “casi”, tra cui quello legato all’accusa di atti osceni e di oltraggio alla pubblica decenza – a causa del comportamento avuto su un taxi boat nel capoluogo veneto – o quello legato all’abbigliamento di Bianca, ritenuto da molti indecoroso. Ma i fan italiani di Kanye sono sempre moltissimi e negli ultimi giorni la loro passione è stata alimentata dalla possibilità di un concerto del rapper a Campovolo, in provincia di Reggio Emilia. L’evento, anche se ancora avvolto dal mistero, è già riuscito a far infuriare nientemeno che i partigiani dell’ “Anpi” e le femministe di “NonDaSola”.
Secondo alcune fonti citate dal “Daily Mail” il 12 ottobre, sono in corso trattative per uno show che potrebbe tenersi già tra questo e il prossimo fine settimana, con la partecipazione prevista di circa 80 mila persone alla “RCF Arena”. Ma sia l’Associazione nazionale partigiani, sia il movimento femminista “NonDaSola” hanno espresso tutta la propria contrarietà dovuta tanto alle dichiarazioni che West aveva in un’intervista al talk show “InfoWars” nel 2022, quando ammise di ammirare Hitler e di essere un nazista, quanto all’atteggiamento nei confronti della sua attuale compagna Bianca Censori, descritta da più parti come completamente soggiogata al marito, che deciderebbe cosa la donna debba mangiare e quali vestiti utilizzare.
Le parole al “Gazzettino del Veneto” dei rappresentanti “Anpi”, Albertina Soliani e Ermete Fiaccadori sono state molto dure: «Questo artista ha un seguito molto numeroso nei giovani, ma porta un messaggio inquietante. Ciò che dice e che fa Kanye West mi lascia scioccato. Reggio ha combattuto una lunga lotta contro le idee di Adolf Hitler e molte persone hanno perso la vita a causa di esse. La presenza di questo soggetto a Reggio Emilia non deve preoccupare solo l’ “Anpi”, ma l’intera città», ha detto Fiaccadori, mentre Soliani ha ribadito: «È ora di dire basta a queste persone che credono di poter dire quello che vogliono». Altrettanto secca e forte la posizione di “NonDaSola”: «Bisognerebbe smetterla di dare risonanza ai rapper misogini. Il modello maschile violento e predatorio, veicolato dalle canzoni e dallo stile di vita di Kanye West e da molti suoi colleghi, non è a costo zero. Lo paghiamo noi donne».