Risalgono alla scorsa domenica 27 agosto i due agghiaccianti video che ritraggono alcuni ragazzi uccidere in modo disumano una capretta a calci e botte in un agriturismo nel Lazio, vicino Anagni. La capretta bianca e marrone, secondo quanto riportato dal proprietario dell’agriturismo, era abituata ad avvicinarsi agli ospiti e così ha fatto anche con quei ragazzi che stavano festeggiando un compleanno. Questa volta non ha ricevuto coccole e carezze, ma tutto il contrario, finendo barbaramente uccisa tra le risate e gli incitamenti dei ragazzi che riprendevano l’atto senza nemmeno accorgersi dei suoi lamenti strazianti. I video hanno fatto il giro dei social consegnando i ragazzi, oltre che al tribunale dei minori di Roma – dove sono indagati per reato di uccisione di animali -, in mano all’opinione pubblica, indignando l’Italia intera mentre l’hashtag #fuoriinomi ha raccolto molte adesioni. Al contrario, i familiari sono stati pronti a difenderli, o almeno ad attenuare il reato, affermando, come riporta il quotidiano il “Corriere della Sera”, che «i ragazzi hanno trovato l’animale già agonizzante fuori dall’agriturismo, i calci sono stati dati quando la capretta era già morta».
Tra le persone che hanno mostrato indignazione nei confronti di questo atto disumano c’è anche Elisabetta Canalis, che attraverso una Instagram story condivisa ieri sera, 30 agosto, ha commentato: «A me fanno preoccupare i genitori di questi due diciottenni. Invece che condannare l’atto di crudeltà compiuto dai figli, li giustificano dicendo che la capretta era quasi morta, cercando di far passare quello che hanno fatto per una cosa più accettabile. Non mi stupisco abbiano messo al mondo due mostri del genere. Così come colore che filmavano e che assistevano senza muovere un dito. Sadici, disgustosi e crudeli. Chiedo al giudice che si occuperà del caso di punire questi personaggi come meritano».
Come riporta ancora il quotidiano il “Corriere della Sera”, i ragazzi rischierebbero dai 4 mesi ai 2 anni di carcere per il reato di “uccisione di animali”, che prevede, appunto, la reclusione per chi causa la morta di un animale «per crudeltà e senza necessità».
Anche l’”Associazione italiana difesa animali e ambiente” ha denunciato l’atto, dichiarando: «Questa è una azione criminale di una violenza inaudita che deve essere punita severamente e che soprattutto non deve passare sotto silenzio e per questo abbiamo deciso come associazione di denunciare sia l’autore dell’omicidio della capretta sia il suo amico che ha ripreso tutto quanto».
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