Hermès è inarrestabile: con ricavi che raggiungono i 6,7 miliardi di euro, la maison di lusso francese supera del 25% le vendite nello stesso periodo dello scorso anno. Una cifra stellare che si riferisce solamente alla prima metà del 2023, e che supera perfino le stime degli analisti. I profitti di Hermès, recentemente diffusi dalla maison stessa, chiudono il primo semestre con 2,2 miliardi di euro – pari al 33% delle vendite – in crescita del 36% rispetto allo scorso anno.
«Non abbiamo visto nessuna interruzione dei trend di crescita» ha dichiarato Axel Dumas, executive chairman di Hermès. «In tempi complessi, beneficiamo della nostra costante spinta verso la qualità elevata dei prodotti». Tra tutte le regioni spicca il mercato dell’Asia, con una progressione a dir poco eccezionale e, a detta del brand, «supportata da una base di confronto favorevole nel secondo trimestre». Ma in generale, tutte le regioni hanno registrato una crescita superiore al 20%, mentre per quanto riguarda le categorie di prodotto, vincono gli accessori e il prêt-à-porter, che evidenziano un +35%. «Per sostenere questa progressione» ha concluso Dumas, «continuiamo a investire nelle nostre capacità produttive e nell’espansione della nostra rete, accelerando la creazione di posti di lavoro e la formazione in tutti i métiers del gruppo».
Hermès sembrerebbe non vedere ostacoli, perfino in un periodo cui i titoli di lusso sono sotto pressione, a causa delle incertezze relative al ritmo della ripresa post-pandemica in Cina. Incertezze che coinvolgono anche il mercato degli Stati Uniti, drasticamente raffreddato a causa dell’aumento dell’inflazione. «Ma Hermès» ha sottolineato Reuters «che si rivolge a una nicchia di consumatori high-spending, è noto per resistere alle turbolenze economiche meglio dei rivali». E sembrerebbe essere proprio questo il potere del quiet luxury.