Hermès: PETA chiede di ritirare le borse in coccodrillo in onore di Jane Birkin

Pelli esotiche nella moda: un lusso o una crudeltà? Jane Birkin, a cui Hermès ha dedicato la sua iconica borsa di punta, nel 2015 aveva parlato chiaro, chiedendo alla casa di moda di togliere il suo nome dalla Birkin in coccodrillo. A pochi giorni dalla sua morte, PETA rinnova la richiesta della musa di Hermès, e chiede alla casa di moda francese di optare per materiali più sostenibili e cruelty-free. Il motivo delle preoccupazioni di Jane Birkin, così come la causa contro cui si schiera PETA, è il maltrattamento di questi animali esotici all’interno degli allevamenti – illustrato anche in diversi documentari.

«Dopo essere venuta a conoscenza delle pratiche crudeli riservate ai coccodrilli durante la loro uccisione» aveva dichiarato l’attrice, «per la produzione delle borse Hermès che portano il mio nome, come firmataria delle petizioni di Joaquin Phoenix “Mercy for Animals” che protestano contro tutti i cattivi trattamenti degli animali, ho chiesto alla Maison Hermès di cambiare il nome della Birkin Croco fino a quando non saranno messe in atto le migliori pratiche rispondenti alle norme internazionali per la fabbricazione della borsa». Tuttavia, il settembre successivo Hermès dichiarò di aver raggiunto un accordo con Jane Birkin, promettendo di indagare sulla questione e continuando ad utilizzare il suo nome su tutte le It Bag. Negli anni, in ogni caso, l’attrice si è impegnata a devolvere in beneficienza tutti i diritti d’autore ricevuti da Hermès.

Nell’ultimo periodo, moltissimi brand – tra cui Burberry, Chanel e Karl Lagerfeld – hanno eliminato le pelli esotiche dalle proprie collezioni, ma Hermès non è tra questi. Se Hermès dovesse rendere omaggio a Jane Birkin eliminando la pelle di coccodrillo dalle proprie collezioni, potrebbe dare un esempio concreto e significativo a tutta l’industria della moda.

Crediti foto: farfetch.com

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