“Palpare per 10 secondi non è reato”: lo sdegno diventa un trend social

Esiste un tempo per definire una molestia. A dirlo sono i giudici della quinta sezione penale che pochi giorni fa hanno chiesto l’assoluzione di un bidello di una scuola superiore a Roma, dall’accusa di violenza sessuale, dopo la richiesta iniziale di 3 anni e 6 mesi del pm. La notizia, riportata dal Corriere della Sera, è da brividi: «Il fatto non costituisce reato». Era il 12 aprile del 2022, quando il bidello in questione palpeggiò una studentessa minorenne sulle scale della scuola, riporta ancora il Corriere. Non abbastanza, evidentemente, per i giudici perché durato «tra i 5 e i 10 secondi».

Abbiamo letto tutti i risvolti osceni e terribili di quell’episodio, ma la decisione del tribunale è l’ennesimo segnale di quanta poca cultura ci sia sul consenso, sull’inviolabilità del corpo altrui, sulla credibilità di una persona che denuncia e sulla sua protezione. Ne leggiamo sui giornali tutti i giorni e le opinioni sono sempre più discordanti, quando in realtà su un tema del genere ci sarebbe bisogno di dire solo una cosa tutti insieme: che la violenza non ha un tempo massimo per essere considerata tale. È violenza, punto, non uno scherzo. Perché quella mano non doveva essere nei pantaloni di una ragazzina, nemmeno per una frazione di secondo, nemmeno per un millesimo. Figuriamoci per 10 secondi.

Un tempo interminabile. Sui social si è scatenato lo sdegno per la sentenza, prima di trasformarsi in un vero e proprio trend. A lanciarlo Paolo Camilli con la caption: “Ma lo Stato non dovrebbe proteggere?”. Bella domanda. Nel video, l’attore fa partire un countdown di 10 secondi “autopalpandosi”, per dimostrare il paradosso della sentenza. A lui si sono aggiunti tanti altri, tra cui Francesco Cicconetti, per lanciare un grido: «Il corpo delle donne non è di proprietà degli uomini. Non è di proprietà di nessuno, solo delle donne stesse». Servirebbe insegnarlo nelle scuole, forse. Ma poco importa, ormai, almeno fin quando un tribunale giustificherà azioni così riprovevoli definendole come “accidentali” e come “atti scherzosi”. Peccato che qui, da ridere, ci sia ben poco.

[📹 TikTok: paolocamilli, mehths, theconiugi, jessicagiorgiasenesi, ca_rla]

Condividi l'articolo sui social: