Adesso basta. Se Hailey Bieber dovesse scegliere un titolo per un libro in cui descrivere la storia della faida con Selena Gomez, forse sceglierebbe questo. Da cosa lo deduciamo? Dall’ultima intervista rilasciata a “The Circuit” su Bloomberg, in cui l’imprenditrice, nonché moglie di Justin Bieber, si è aperta su molti temi. Anche riguardo la “nemica amatissima”, che forse così nemica non è manco. Hailey è stufa. «Non penso che questo riguardi me, Hailey Bieber e Selena Gomez. Non si tratta di questo scontro tra due donne: si tratta dell’odio vile e disgustoso che può provenire da narrazioni completamente inventate, contorte e perpetuate che possono essere davvero pericolose», dice.
L’imprenditrice non ha sopportato la divisione in “squadre” a favore dell’una o dell’altra, perché il suo obbiettivo non è questo. E di fronte alla domanda dell’intervistatore sulla narrazione che si è creata, abbastanza retrograda, di due donne l’una contro l’altra a causa di un uomo, Hailey dice: «Lo odio. L’ho odiato fin dall’inizio e torna a essere fraintesa. Di volta in volta dico che non ci sono problemi ed è così deludente che le persone si comportino ancora in questo modo con un uomo». D’altronde, come più volte spiegato, l’”avvicendamento” sentimentale tra la Gomez e la Bieber al fianco di Justin sarebbe stato del tutto casuale, al netto delle narrazioni viziate dei vari fan club.
Hailey Bieber di tutte queste voci soffre: «Non voglio che uno stupido dramma inventato influisca su ciò su cui mi sto concentrando e su cui lavoro. Ci sono narrazioni che esistono per me che feriscono davvero i miei sentimenti e mi fanno davvero arrabbiare». Per trovare un po’ di conforto sui social e comunicare in maniera “sana” con il suo pubblico, la Bieber sostiene di aver trovato in YouTube uno «spazio davvero accogliente e positivo», il contrario di TikTok che invece secondo lei sarebbe «cattivo e negativo». E a proposito della maglietta “nepo baby” sfoggiata a gennaio, di cui aveva già cercato di spiegare il motivo in passato: «Il motivo per aver indossato la maglietta non era prenderla in giro o dire: “Sì, sono un nepo baby haha”. Era più che altro per dire: “Questo è quello che dicono tutti e voglio che tu sappia che questo è il mio modo di rispondere”. Poi ha aggiunto: «Mi definirò solo una nepo baby, perché lo sono, e accetto quello che sono». Consapevolezza che però il web non comprenderà mai: «È come se niente fosse mai abbastanza»