L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) ha condotto uno studio dall’esito spiazzante: un terzo dei cittadini europei (circa il 31%) considera accettabile l’acquisto di prodotti contraffatti, soprattutto se il prezzo dell’originale è molto elevato. In un’indagine composta da 25.824 interviste a residenti di età pari o superiore a 15 anni, due terzi degli intervistati concorda invece sul fatto che i prodotti contraffatti danneggino le aziende e avvantaggino le organizzazioni criminali.
Secondo lo studio di EUIPO, a livello nazionale, la percentuale di consumatori che hanno acquistato intenzionalmente prodotti contraffatti varia dal 24% in Bulgaria all’8% in Finlandia e il motivo principale di tale comportamento d’acquisto sembrerebbe essere appunto il costo troppo elevato dei prodotti originali e il costante aumento di prezzi degli ultimi anni.
Tuttavia, tra i giovani dai 15 ai 24 anni sale ancora di più la percentuale di individui che accettano di acquistare i prodotti fake che arriva a sfiorare il 50%. Un dato che evidenzia una certa confusione etica, considerando che i consumatori più giovani sono anche i più attenti nei confronti dell’ambiente e del senso civico. Un controsenso?
Di pari passo, su piattaforme come TikTok spopolano i cosiddetti “dupe” (prodotti fake pressoché identici agli originali) di abiti, scarpe e borse firmate. Nonostante il rischio di esperienze negative, che variano dalla scarsa qualità dei dupe, le potenziali sanzioni e i rischi per la sicurezza, sempre più giovani non rinunciano all’acquisto di prodotti contraffatti per “salvaguardare”, in un certo senso, il proprio portafoglio da spese eccessive.
Tutta colpa dell’inflazione o la necessità di possedere un prodotto originale non è più così vincolante?
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