La notizia dell’inseguimento di ieri notte, da parte di alcuni paparazzi, nei confronti del Principe Harry e di Meghan Markle ha fatto il giro del mondo. Le parole del loro portavoce riportate dall’agenzia stampa Reuters hanno fatto discutere e preoccupare i fan della coppia (e non solo): «La scorsa notte, il duca e la duchessa del Sussex e la signora Ragland sono stati coinvolti in un quasi catastrofico inseguimento in macchina per mano di un gruppo di paparazzi molto aggressivi». Ma nelle ore sono molti i tentativi di ricostruzione sulla vicenda. Se un membro della sicurezza, tale Chris Sanchez, ha parlato in esclusiva alla CNN svelando la paura dell’evento, «non ho mai visto, provato niente del genere» ha detto, la Polizia di New York ha smorzato la gravità dell’accaduto.
«Ci sono stati numerosi fotografi che hanno reso il loro trasporto impegnativo. Il duca e la duchessa del Sussex sono arrivati a destinazione e non sono stati segnalati incidenti, feriti o arresti», ha detto in una nota Julian Phillips, il portavoce principale del NYPD. Insomma, se la storia elencata dagli ex Reali era credibile, la gravità dell’accaduto è un po’ meno drammatica di quanto è stato raccontato dal portavoce ieri. Fatto sta che Harry e Meghan sono scossi e preoccupati. Come descritto dall’entourage c’è stata tanta apprensione per la loro incolumità, ma anche su quella dei civili presenti in strada al momento dell’inseguimento. Inseguimento che sarebbe avvenuto, secondo quanto riferito da diversi media, per scoprire la casa in cui abitavano i duchi del Sussex a New York, e che sarebbe partito appena dopo l’evento della Ms. Foundation a cui avevano partecipato. La durata? Circa 90 minuti.
Ma a parlare è stato anche il tassista che avrebbe accompagnato Harry e Meghan per circa 10 minuti, dopo una sosta in un commissariato di polizia, in cui sarebbe poi tornato su richiesta delle guardie della coppia. Il suo nome è Sukhcharn Singh e ha parlato mercoledì alla CNN, dicendo: «Altre celebrità non hanno mai ricevuto così tanta attenzione dai paparazzi». Singh ha ricordato quando i duchi del Sussex sono saliti sul suo taxi e, prima ancora che potessero dirgli la destinazione, «all’improvviso i paparazzi hanno preso d’assalto il taxi. Ci sono flash provenienti da ogni direzione. Sono contro la macchina, scattano foto». Il tassista, tuttavia, non si è mai sentito in pericolo, anche se notava come il secondogenito di Carlo e Diana e sua moglie fossero molto nervosi e spaventati. Nessun commento è arrivato da Buckingham Palace, mentre il sindaco di New York, Eric Adams, ha condannato l’accaduto definendolo spericolato e irresponsabile.