Il Napoli torna campione d’Italia: in tutto il mondo esplode la festa

«Oggi, qui, ora, per sempre, entriamo tutti nella storia. Sono le 22:37 del 4 maggio 2023. Abbracciatevi forte perché dopo 33 anni, il Napoli è campione d’Italia». L’urlo dello speaker napoletano degli azzurri Decibel Bellini annuncia allo Stadio Maradona e al mondo che Napoli è tornata in cima all’Italia. Dagli spogliatoi di Udine al Maradona, fino agli Stati Uniti e oltre. È il momento di Napoli, dei colori azzurri che esplodono in tutto il mondo colorando le città di una gioia dilagante e rumorosa. 33 sono gli anni che i tifosi partenopei hanno dovuto aspettare per poter finalmente festeggiare un traguardo accarezzato a lungo e finalmente agguantato. La paura e poi la gioia, fino al canto commovente sulle note di “Napule è” di Pino Daniele. Dopo il pareggio di domenica scorsa contro la Salernitana, stavolta è un altro pareggio a risultare benedetto. E a segnare il gol decisivo è stato Victor Osimhen, l’attaccante nigeriano principe della stagione meravigliosa degli uomini di Luciano Spalletti.

Si illuminano le strade delle città, c’è persino una nave azzurra in giro, ma anche un tabellone luminoso in tangenziale immortalato sui social che intitola: “4 maggio 2023 Napoli Campione Grazie Azzurri”. Da Napoli, che ha avuto come epicentro lo Stadio Maradona gremito di tifosi che hanno visto la partita sui maxischermi, le cui strade si sono colorate con fuochi d’artificio, fumogeni e persone – non senza alcuni incidenti, purtroppo, tra cui uno mortale –. Fino a Broadway street che diventa SSC Napoli street a New York. C’è Londra, c’è Madrid, Buenos Aires. C’è Milano con Piazza Duomo che diventa quasi Piazza del Plebiscito. C’è l’amore per una maglia e migliaia di emigrati in giro per l’Italia e per il mondo. Lontani ma vicini col cuore colorato d’azzurro. “Ricomincio da 3”. Il terzo scudetto che rievoca i grandi del passato che non ci sono più: da Maradona a Troisi fino a Pino Daniele. Rievocazioni poetiche che condiscono un momento unico, secondo molti riassumibile con una frase tanto cara al tifosissimo Paolo Sorrentino: “È stata la mano di Dio”. Sarà, intanto la capolista se n’è andata.

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