Il tragico incidente nel quale il 26 gennaio del 2020 persero la vita non solo Kobe Bryant e sua figlia Gianna, ma anche altre sette persone a causa del “disorientamento spaziale” del pilota che guidava l’elicottero su cui viaggiavano, ha portato con sé una serie di strascichi non indifferenti. Tra questi, particolarmente indelicata fu la diffusione delle foto scattate sul luogo nel quale avvenne l’incidente per le quali la vedova dell’ex giocatore NBA – e madre della piccola – Vanessa Bryant fece causa.
Ad oggi, la contea di Los Angeles ha ufficialmente accettato di pagare circa 28,85 milioni di dollari per la risoluzione di tutte le controversie. Tale accordo, definito dall’avvocato della contea come “equo e ragionevole”, per la legale della famiglia Bryant segna invece – come affermato ai media americani – «il culmine della coraggiosa battaglia della signora Bryant per ritenere responsabili coloro che si sono impegnati in questa condotta grottesca. Ha combattuto per suo marito, sua figlia e tutti coloro nella comunità la cui famiglia deceduta è stata trattata con simile mancanza di rispetto. Speriamo che la sua vittoria al processo e questo accordo pongano fine a questa pratica».