Luca Guadagnino parla in una nuova intervista di Timothée Chalamet e della politica italiana

In una nuova intervista rilasciata al “The Guardian”, il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano, Luca Guadagnino, ha parlato a lungo del suo nuovo film “Bones and All” con Timothée Chalamet, presentato a Venezia nel corso dell’ultimo Festival e in arrivo nelle sale italiane a partire dal prossimo 23 novembre, ma anche di quanto fatto in passato, della sua famiglia, e dell’attuale politica italiana. 

Il regista, nello specifico, cerca di spiegare nei dettagli la tematica del cannibalismo – tra i temi portanti della sua nuova pellicola – oltre a parlare di ciò che lo affascina dei film horror e della loro creazione. «Ho visto una vivida curiosità: una fame di conoscenza ed esperienza. Sapeva di essere un grande talento e per me è bellissimo, non arrogante. È riuscito a diventare una star globale che lascia le persone scioccate dalla sua pura presenza. È un po’ gioioso e giovane nel modo in cui affronta la fama» ha detto parlando poi di Chalamet, tra i suoi protagonisti. 

Parlando invece dell’attuale politica italiana, il regista ricorda di come, da cuoco professionista nel 1994, fu ingaggiato da una famiglia per dei festeggiamenti, nel corso dei quali ha sentito gridare, allo spegnimento delle candeline: «Non dobbiamo mai dimenticare di festeggiare il nostro Duce», a tal proposito, Guadagnino afferma, «non credo sia cambiato molto! L’Italia è sempre stata a destra» lamentando il fatto che la vittoria di Giorgia Meloni «consentirà il diritto di dire: “Abbiamo portato una donna al potere, quindi non puoi dire che siamo arretrati”. E questo permetterà agli spiriti animali molto selvaggi di vagare per la nazione. È una farsa e molto spaventosa».

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