Il denim giapponese sta diventando sempre più popolare grazie all’utilizzo di metodi specializzati e materiali ricercatissimi. L’industria del denim del Sol Levante, un tempo considerata una nicchia, oggi sta espandendo sempre di più i suoi confini. Ma cosa rende il denim giapponese così speciale, diverso, e di conseguenza costoso?
Per prima cosa, il denim giapponese è tessuto su telai antichi molto lenti, che richiedono una grande abilità di funzionamento e manutenzione, ma che producono tessuti unici e preziosi. Tessendo il denim sui vecchi telai si ottiene quello che viene chiamato “denim cimosato”, con orli sfilacciati – e non rifiniti come nella produzione moderna – avvolti saldamente con un filo colorato. L’orlo di cimosa è ben visibile quando si arrotolano i polsini dei jeans, un po’ come i modelli indossati da Marlon Brando ne “Il Selvaggio”, dall’intramontabile fascino vintage. Inoltre, il denim giapponese non è mai uguale: i vecchi telai possono essere regolati a piacimento per creare trame irregolari, fiammate e infinite variazioni di texture.
Per quanto riguarda le colorazioni, molti produttori giapponesi optano per coloranti naturali color indaco, in un processo di tintura i cui risultati possono essere molto difficili da controllare ma, se eseguiti correttamente, producono tinte inedite e originali, dall’indaco al blu elettrico. Il denim giapponese è inoltre molto più pesante di quello venduto negli altri paesi, con marchi che superano le 25 once per metro (Levi’s è intorno alle 11-14 once). Il denim pesante è durissimo da cucire, ma offre a chi lo indossa una maggiore longevità. Oltretutto ci vuole molta più materia prima per produrre un paio di jeans a questo peso, e questo si aggiunge al costo finale di produzione. Moltissimi brand giapponesi, inoltre, producono denim “grezzo” e non sanforizzato: ciò significa che inizialmente il jeans sarà rigido e non si adatterà facilmente al corpo, ma parte dell’esperienza è proprio far sì che il modello scelto “ceda” con il passare del tempo, declinandosi in un fit unico e personale a seconda delle proprie forme.
Tra i migliori brand di denim giapponese ci sono Momotaro, che utilizza il cotone dello Zimbabwe e realizza jeans che si scuriscono con il passare degli anni, Oni Denim, brand leggendario che realizza i capi cimosati a mano, e Evisu, con l’iconico gabbiano dipinto a mano, citato anche da Jay-Z nel brano “Show You How”. Ma ci sono anche Iron Heart, ispirato alle comunità biker giapponesi, Samurai Jeans con le iconiche targhette stampate sulle tasche posteriori e Tanuki, che realizza jeans non sanforizzati, rigidi ma eterni. Sempre più appassionati di moda preferiscono la qualità alla quantità, e decidono di acquistare modelli più costosi ma unici nel loro genere.
[Crediti foto: profilo Instagram @momotarojeans_official]