Un barlume di gioia per Kevin Spacey, “non ritenuto responsabile” nella causa per abusi sessuali intentata dall’attore Anthony Rapp. La giuria di New York infatti, dopo un processo durato due settimane, in meno di 90 minuti, ha deliberato la non colpevolezza dell’imputato.
Kevin Spacey aveva testimoniato lunedì 17 ottobre, in tribunale, difendendosi dalle accuse di molestia mosse da Anthony Rapp il quale lo ha citato in giudizio per aver cercato di portarlo a letto contro la sua volontà quando aveva 14 anni, nel 1986 durante una festa nell’East Side di Manhattan. Rapp ha chiesto un risarcimento di 40 milioni di dollari per il danno emotivo infertogli.
«Le accuse non sono vere. Provengo da una dinamica familiare molto complicata», ha dichiarato Kevin Spacey riferendosi all’educazione familiare impartitegli dal padre, Thomas Fowler, che lo hanno portato a ribellarsi a qualsiasi forma di “bigottismo e l’intolleranza” e anche a tacere per lungo tempo sulla sua omosessualità.
Dopo questa vittoria, Kevin Spacey dovrà affrontare altre battaglie legali, tra cui quelle di accuse di violenza sessuale nei confronti di tre uomini nel Regno Unito.