C’è voluta la quarta votazione per eleggere il candidato del centrodestra Lorenzo Fontana, deputato della Lega, come presidente della Camera dei deputati. Erano 201 i voti necessari per raggiungere il quorum richiesto della maggioranza assoluta dei voti, cifra raggiunta ben prima della fine dello spoglio. Alla fine del conteggio durante la seduta, presieduta protempore da Ettore Rosato di Italia Viva, i voti raggiunti da Fontana si sono rivelati 222 voti, con la conseguente proclamazione ufficiale accolta da un lungo applauso dei deputati di centrodestra.
Un’elezione polemica. Dopo quella di Ignazio La Russa ieri come presidente del Senato, l’opposizione non ha sostenuto il nome di Fontana, ritenuto da alcuni partiti vicino a posizioni pro-vita e alla Russia. Se il Movimento 5 Stelle ha votato compatto sul suo deputato Cafiero De Raho, il PD ha virato su Maria Cecilia Guerra, mentre Azione e Italia Viva su Richetti. In mattinata uno striscione è apparso tra i banchi di Montecitorio: “No a un presidente omofobo pro Putin”, recitava. L’iniziativa di Alessandro Zan, Rachele Scarpa e Sara Ferrari, deputati del Pd, contro Fontana è stata prontamente fermata.