In una nuova intervista rilasciata al “Corriere della Sera” in occasione dei festeggiamenti per i suoi 25 anni di carriera da solista, Robbie Williams decide finalmente di lasciarsi andare a qualche complimento per sé stesso e per quello che è riuscito a realizzare. «È bello essere in un momento della mia vita in cui posso prendermi del tempo per respirare e dirmi “beh, che cavolo: ben fatto”» afferma in cantante pronto a partire con un tour europeo che inizierà proprio in Italia, a Bologna, il prossimo 20 gennaio.
Le dichiarazioni dall’ex Take That prendono successivamente una piega più riflessiva e introspettiva quando, alla domanda “Si è mai sentito perso in questi 25 anni?”, il cantante si sente di affermare: «Mi sono sentito perso per la maggior parte del tempo e i miei pensieri sono stati perlopiù “tutto questo è troppo opprimente. Perché mi sento così? Come faccio a smettere? Dove mi trovo? Madre aiutami”. Direi che mi sono sentito così per 20 di questi 25 anni (…) Non c’è un modo [per uscirne], quindi ho imparato a conviverci. Il problema principale è stato ritrovarsi ad avere una malattia mentale all’interno di un’industria come quella musicale che a sua volta ti provoca problemi mentali. Se avessi fatto il falegname, avrei comunque avuto problemi mentali, ma probabilmente quel settore non è così intenso come passare la vita sotto i riflettori».
Robbie Williams rivela inoltre che, nonostante tutto, ci sono stati anche momenti in cui si è sentito “alle stelle” e di desiderare, nel corso dei prossimo 25 anni di carriera, di «riuscire a raggiungere altri obiettivi, sforzarmi per realizzare i miei sogni e impegnarmi per cercare di renderli un successo».