Michele Merlo si poteva salvare. Si indaga per omicidio contro il medico di base

Morto a causa di una leucemia fulminante lo scorso 6 giugno, il cantante di “Amici” e “X Factor” Michele Merlo avrebbe potuto essere salvato. È quanto viene riportato nella nuova superperizia disposta dal gip di Vicenza nell’ambito dell’inchiesta per omicidio colposo che vede indagato il dottor Pantaleo Vitaliano, medico di base al quale Michele si rivolse il 26 maggio, qualche giorno prima della sua scomparsa. Infatti, secondo i periti bolognesi, «qualora la terapia corretta fosse stata somministrata a partire dal 27-28 maggio (…) avrebbe avuto una probabilità di sopravvivenza compresa tra il 79 e l’87 per cento».

Anche secondo il parere dei periti veneti, l’ematoma con il quale il cantante si presentò nello studio del medico di base, era già evidentemente non dovuto a un trauma e, pertanto, sarebbe stato meglio consigliare al ragazzo di recarsi al pronto soccorso al fine di eseguire ulteriori analisi del sangue. Probabilmente, questo sarebbe bastato a Michele per sopravvivere, anche se tale affermazione non è del tutto certa. Di conseguenza, nelle prossime settimane sarà il turno del gip Nicolò Gianesini di valutare se il dottor Vitaliano avrebbe potuto aumentare le probabilità di salvezza di Michele, agendo diversamente.

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