La notizia non ha di certo fatto piacere ai fan della Disney. Il colosso dell’intrattenimento ha infatti annunciato di voler abbandonare le “fate madrine” abbracciando titoli più inclusivi e neutri, rispetto a quello utilizzato nelle boutique di abbigliamento all’interno dei suoi parchi a tema. Più in particolare, andrà in pensione il titolo di “fata madrina” nelle sue “Bibbidi Bobbidi Boutique”, i negozi situati a Disney World e Disneyland.
Le boutique, che “trasformano” i bambini dai 3 ai 12 anni in principesse o cavalieri, riapriranno il 25 agosto, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia. E in occasione del grande ritorno ci sarà questa novità: i dipendenti, chiamati precedentemente “Fairy Godmothers in Training” (“Fate madrine in formazione”), verranno ora chiamati “Fairy Godmother’s Apprentices”, ovvero “Apprendisti della fata madrina”. La notizia, rilanciata da portali come Daily Mail e NY Post, ha subito scatenato le reazioni dei fan, contrari alla novità. “Questa è una malattia mentale… la magia è sparita”, dice ad esempio un utente su Twitter. Questa scelta inclusiva della Disney non è stata recepita positivamente, in quanto secondo molti troppo politicamente corretta.
Il blog “Disney Streaming the Magic” ha cercato di interpretare la novità del colosso dell’intrattenimento. «In questo modo, i membri del cast che potrebbero non identificarsi come femmine possono comunque far parte del processo per vestire e modellare i bambini senza dover riferirsi a sé stessi come un personaggio Disney femminile».