Kim Kardashian risponde a chi la accusa di violazione del marchio dopo aver lanciato “SKNN”

Lo scorso 21 giugno Kim Kardashian ha lanciato il suo brand di skincare chiamato SKNN BY KIM incappando però, in un secondo momento – e più precisamente lo scorso 28 giugno -, in alcuni problemi di natura legale. Secondo quanto riportato da “TMZ” negli scorsi giorni, infatti, una società di Brooklyn chiamata “Beauty Concepts” avrebbe dichiarato di possedere già i diritti di un brand denominato SKKN+, citando pertanto in giudizio il nuovo marchio dell’imprenditrice. 

Dopo essere stata chiamata in causa dalla donna d’affari ed estetista di New York Cydnie Lunsford, Kim ha sguinzagliato il suo team legale e, in particolare, l’avvocato Michael Rhodes che ha risposto alla richiesta di violazione del marchio affermando in una dichiarazione rilasciata a “E! News”: «Pensiamo che il caso riguardi meno la legge sui marchi e più il tentativo di sfruttare un accordo minacciando di danneggiare il nome e la reputazione della signora Kardashian. Non funzionerà e non vediamo l’ora di presentare il nostro caso in tribunale». E aggiunge: «Ci congratuliamo con la signora Lunsford per essere una piccola imprenditrice e per aver seguito i suoi sogni. Ma questo non le dà il diritto di affermare ingiustamente che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato».

L’avvocato, nel parlare della questione, rivela inoltre: «A metà dello scorso anno abbiamo ricevuto una lettera da Beauty Concepts, uno studio di estetista a Brooklyn di proprietà della signora Lunsford. Nella sua lettera, Beauty Concepts ha affermato di possedere i diritti su un logo SKKN+ e aveva appena presentato domanda di protezione del marchio per quel logo. Beauty Concepts ha chiesto di eliminare il nome SKKN. Ovviamente abbiamo detto di no. Più volte abbiamo contattato Beauty Concepts, cercando di trovare un percorso sensato. Abbiamo sottolineato che gestire una piccola attività di estetista a Brooklyn non le dà il diritto di chiudere una linea globale di prodotti per la cura della pelle. Dal momento che non abbiamo fatto nulla di male, abbiamo mantenuto la nostra posizione».

Condividi l'articolo sui social: