Il processo tra Johnny Depp e Amber Heard è finito. La sentenza si è pronunciata a favore della star de “I Pirati dei Caraibi” ma l’argomento resta al centro dei riflettori. Continuano a emergere infatti nuove dichiarazioni e questa volta parla uno dei giurati del processo che ha appunto valutato il caso e partecipato alla costruzione del verdetto.
La Heard ritiene che “la stragrande maggioranza di questo processo sia stata giocata sui social media” e dunque che la giuria non abbia potuto fare a meno di esserne influenzata. A questo proposito, l’uomo – il cui nome resterà anonimo, così come quello degli altri giurati – parlando con “Good Morning America”, ha ammesso che l’intera giuria si sentiva “a disagio” per il modo in cui Amber li fissava durante il processo. Ha aggiunto inoltre che hanno lottato per crederle, smentendo anche qualsiasi tipo di influenza derivante dai social.
«Gran parte della sua storia non tornava… la maggior parte della giuria pensava che fosse lei l’aggressore. Il pianto, le espressioni facciali che aveva, lo sguardo fisso sulla giuria. Eravamo tutti molto a disagio… rispondeva a una domanda e piangeva e due secondi dopo diventava di ghiaccio. Alcuni di noi hanno usato l’espressione “lacrime di coccodrillo”. Abbiamo seguito le prove. Io stesso e almeno altri due giurati non utilizziamo Twitter o Facebook. Altri che ce l’avevano hanno fatto in modo di non parlarne».
Secondo l’intervistato, uno dei punti di svolta per la giuria è stata l’ammissione della Heard di non aver donato in beneficenza i 7 milioni di dollari promessi, dopo l’accordo di divorzio raggiunto con Depp nel 2016.
«Quello che penso sia veritiero è che si sono abusati l’uno dell’altro. Non credo che ciò renda nessuno dei due giusto o sbagliato, ma per raggiungere il livello di ciò che lei stava affermando, non c’erano prove sufficienti a sostegno di ciò che stava dicendo».