Un tributo che non è andato giù a molti. È quello che i Grammy hanno dedicato a Virgil Abloh, il designer iconico scomparso a novembre dell’anno scorso. Nel corso della cerimonia si è tenuto il consueto ricordo “In memoriam”, dedicato a tutti i personaggi dello spettacolo scomparsi negli ultimi 12 mesi. Tra questi è stato citato anche il founder di Off-White e direttore creativo di Louis Vuitton, definito come “Hip Hop Fashion Designer”.
Sebbene la sua influenza nel mondo hip hop sia nota, collaborando anche con artisti del calibro di Kanye West e Jay-Z, il fatto non ha lasciato indifferenti gli spettatori, che sui social hanno condiviso il loro disappunto per una descrizione tanto breve quanto sminuente. “È un insulto”, dicono in molti, imputando che dietro l’etichetta affibbiata ci sia del razzismo. “Virgil Abloh è un fashion designer, direttore creativo di Louis Vuitton e founder di Off-White” è il tweet critico più condiviso, un po’ per ricordare alla National Academy of Recording Arts and Sciences ciò che Abloh ha fatto. Relegare al ruolo di “Hip hop designer” Abloh è effettivamente riduttivo, proprio per l’impatto che ha avuto nella sua carriera nei molti ambiti in cui si è impegnato.
Una scelta che suona dissonante, specie dopo le polemiche, ricordate da Dazed, avvenute nel 2020 dopo le parole di Tyler, The Creator. Il cantante, vincitore del premio “Best Urban Contemporary Album”, nel suo discorso aveva redarguito gli organizzatori di mantenere la stessa categoria. “Per me, è solo un modo politicamente corretto per dire la parola N. Perché non possiamo semplicemente essere pop?”, disse l’artista, che fu determinante per il cambio del nome del premio. Un episodio che a quanto pare non ha insegnato molto.